Tolettatura fido e micio è boom ma shampoo, balsami e profumi non sempre sono adatti

Prodotti beauty da regolamentare meglio, appello esperti in Giornata mondiale

(di Agnese Ferrara) (ANSA) - ROMA, 25 AGO - Il mercato mondiale della toelettatura per animali domestici cresce in modo esponenziale: ha superato i 15 miliardi di dollari nel 2025 e raggiungerà i 24.8 miliardi di dollari entro il 2033 con un incremento annuo del 6%, attesta l'ultimo report di Grand View Research. Non sempre però si tratta di prodotti adatti al loro pelo e ci sono anche alcune precauzioni che i proprietari dovrebbero considerare, dichiarano i ricercatori delle università di Berna e Federico II di Napoli in una review pubblicata su Cosmetic and Toiletries, formulation, safety, and cosmetic science . Insomma anche i più fortunati vanno protetti, come ricorda la Giornata Mondiale del 26 agosto, creata nel 2004 dall'attivista Colleen Paige per festeggiare il migliore amico dell'uomo e lottare contro l'abbandono che nei mesi estivi tocca ovviamente i vertici. Shampoo, balsami, strumenti per la toelettatura, asciugacapelli e accessori per fare belli e profumati fido e micio hanno delle lacune: ci sono profonde peculiarità dei singoli animali e numerose le razze che rendono i prodotti beauty non sempre adatti, inoltre l'abitudine tipica di fido e micio a leccarsi il pelo ingerendo tracce di saponi e balsami e il 'fastidio' ricorrente che gli animali provano nei confronti dei profumi non devono essere sottovalutati. "Si facciano maggiori e più approfonditi e test di valutazione sull'anatomia e la fisiologia degli animali, - dicono i ricercatori che elencano vuoti normativi e valutazioni mutuate dall'uso umano tra i principali difetti del settore. "La rapida espansione del settore ha superato lo sviluppo di quadri normativi e scientifici armonizzati e specifici e l'estrapolazione diretta da modelli umani è scientificamente infondata". Cani e gatti hanno una pelle sottile e un ricambio veloce - in media ogni 20 giorni - e ciò aumenta la suscettibilità a stress e insulti. Sono inoltre pieni di follicoli piliferi e ghiandole che facilitano l'assorbimento di sostanze. La pelle dei cani ha un pH neutro-alcalino, tra 7 e 8,5, i gatti invece intorno al 6 con diverse variabilità che influenzano ad esempio l'azione dei conservanti e dei tensioattivi dei detergenti e così il microbioma e la colonizzazione microbica. "I lavaggi ripetuti possono influenzare l'idratazione e la perdita di acqua e dipendono dai gusti del proprietario piuttosto che da una chiara esigenza biologica dell'animale, - si legge nello studio. - Nei casi di etergenti non delicati o risciacqui non completi si altera l'equilibrio microbico aumentando la secchezza e l'irritazione. Il leccamento del pelo, tipico degli animali, facilita inoltre l'ingestione di residui di prodotti che possono essere tossici. E poi ci sono i profumi: "L'aumentata sensibilità olfattiva di fido e micio rende fragranze e composti volatili potenziali fonti di avversione o stress. Il benessere animale dovrebbe pertanto essere considerato un obiettivo integrante della formulazione dei prodotti per la cura degli animali domestici, riducendo al minimo l'avversione legata agli odori, i residui eccessivi, i tempi di asciugatura prolungati, le irritazioni oculari o respiratorie e le sensazioni tattili sgradevoli che possono aumentare lo stress. Nei cani, il tipo di pelo, la tolleranza al lavaggio, i tempi di asciugatura e l'attrito causato dalla spazzolatura possono influenzare notevolmente il comfort", concludono gli autori. (ANSA).

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