Udienza Santanchè per truffa verso lungo rinvio, c'è ricorso a Consulta

(ANSA) - MILANO, 19 FEB - E' stato depositato il ricorso del Senato, dopo la delibera parlamentare dello scorso settembre, alla Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione con la Procura di Milano sull'inutilizzabilità di alcuni atti del procedimento che vede imputata la ministra Daniela Santanchè e altri quattro, tra cui il compagno Dimitri Kunz e due società del gruppo Visibilia, per la vicenda della presunta truffa aggravata all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid. Il deposito del ricorso, preparato da un pool di legali, dovrebbe avere l'effetto, dato che la questione ora pende effettivamente davanti alla Consulta, di rinviare ancora per mesi in attesa della decisione l'udienza preliminare a carico della senatrice di FdI e degli altri imputati. Per domattina, infatti, è fissata un'udienza interlocutoria davanti alla gup Tiziana Gueli che già lo scorso ottobre aveva 'congelato' il procedimento e fissato la nuova data solo per verificare lo stato della pendenza davanti alla Consulta. Dovrebbe arrivare, dunque, un altro lungo rinvio. Da quanto si è saputo, infatti, dopo il deposito del ricorso la Corte Costituzionale effettuerà un primo vaglio di ammissibilità, senza contraddittorio, e poi nel caso fisserà un'udienza di discussione, che potrebbe tenersi a distanza di alcuni mesi. Già nell'udienza del 9 luglio la difesa Santanchè, coi legali Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, aveva sollevato la questione di inutilizzabilità di quella serie di registrazioni di conversazioni private tra la senatrice ed Eugenio Moschini, ex direttore di Pc Professionale, rivista del gruppo Visibilia, e di messaggi di posta elettronica in cui compariva come messa in copia per conoscenza. Inutilizzabilità perché, per la difesa, non venne chiesta dai pm per l'acquisizione l'autorizzazione a procedere del Parlamento. Il 24 settembre, poi, il Senato ha approvato la proposta di sollevare davanti alla Corte costituzionale il conflitto di attribuzione con la Procura su quegli atti. I pm Luigi Luzi e Marina Gravina si erano opposti allo stop del procedimento con una memoria al gup. (ANSA).
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