Ultima Generazione, attivisti condannati a 4 mesi per azione a piazza Navona

Avevano imbrattato la Fontana dei Quattro Fiumi, 'ricorreremo in appello'

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Il tribunale di Roma ha condannato "a 4 mesi di reclusione per imbrattamento quattro persone, per l'azione alla Fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona, compiuta il 6 maggio del 2023. Le stesse persone sono state assolte dall'accusa di violazione di foglio di via (un'accusa che si dimostra sempre più pretestuosa). L'azione fu compiuta nell'ambito della campagna Non paghiamo il Fossile con cui si chiedeva al governo italiano di eliminare i Sussidi ambientalmente dannosi, sussidi che continuano a legare la nostra economia alle fonti fossili e che nel 2024 hanno raggiunto la cifra di 48,3 miliardi". È quanto fa Ultima Generazione precisando che il pronunciamneto del Tribunale è avvenuto venerdì scorso. "La nostra economia continua, per una precisa 
scelta politica, a dipendere dal fossile e a farne le spese siamo noi - proseguono - sia attraverso gli aumenti in bolletta e del prezzo del carburante sia con l'intensificarsi degli effetti devastanti della crisi climatica".
 Ultima Generazione aggiunge che "in più di 70 casi" sono "stati assolti". "Segno - dicono - che anche i magistrati riconoscono la legittimità delle nostre azioni e delle nostre richieste; non sarà una condanna a fermarci. Adesso attendiamo le motivazioni della sentenza a cui faremo appello".
 "Nonostante la condanna, riteniamo che azioni come quella alla Fontana di Quattro Fiumi siano state necessarie; l'Italia è nel pieno della crisi climatica, lo era nel 2023 e lo è ancora oggi. Azioni come questa sono state necessarie per diffondere la consapevolezza della crisi in atto - commenta Alice, "una delle persone condannate per l'azione" - ma se la sensibilità della cittadinanza sul tema è cambiata anche grazie alle nostre azioni, il governo e la politica non vogliono ancora affrontare il problema. Anche per loro è impossibile negarlo, ma continuano ad ignorarlo. Questa colpevole indifferenza ci fa più paura delle condanne".

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