UN Women Italy,dopo tagli agli aiuti chiuso 1 programma antiviolenza su 3

"Ora è vitale il sostegno dei privati"

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - I tagli agli aiuti internazionali non risparmiano le donne, nel mondo chiuso un programma antiviolenza su tre. Oltre il 40% delle organizzazioni ha ridotto o interrotto servizi salvavita come rifugi, assistenza legale, cure mediche e psicologiche per le vittime. Lo denuncia UN Women Italy, che in Italia sostiene i programmi dell'agenzia Onu per i diritti delle donne e la parità di genere e che ha voluto al proprio fianco un gruppo di professionisti con una lunga esperienza nel mondo del fundraising. Lo scopo è rafforzare la strategia di raccolta fondi nel settore privato, e garantire così la sostenibilità della propria missione, che oggi è sostenuta esclusivamente da risorse apportate da donazioni private. Il neonato comitato fundraising potrà contare sul contributo di Massimo Coen Cagli (direttore scientifico Scuola di Fundraising di Roma), Arianna De Leo (responsabile Filantropia Strategica e Partnership Univef) e Michela Gaffo (presidente Assif - Associazione Italiana Fundraiser). "Oggi più che mai c'è bisogno - dice Loredana Grimaldi, head of fundraising di UN Women Italy - di un ripensamento complessivo del sistema su cui finora si è retto il settore non-profit. Il taglio drastico e repentino degli aiuti internazionali è un campanello d'allarme. Ci impone di agire e di farlo subito. Va in questa direzione il nuovo comitato fundraising di UN Women Italy: ci aiuterà a crescere per navigare anche i tempi di crisi. Lo scopo è rendere la nostra organizzazione sostenibile grazie al sostegno regolare di quanti credono nella nostra missione, dagli individui alle aziende". (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Piccolo