Ustica, le risposte che la Francia non ha mai dato

Dalle portaerei, ai caccia, fino alla base di Solenzara. La bomba o lo scenario di guerra

(di Fabrizio Colarieti) (ANSA) - ROMA, 28 SET - La magistratura italiana, nell'ambito di due inchieste penali sulla strage di Ustica, attende notizie dalla Francia dal 1990, quando, per ben undici volte in sei anni, l'allora giudice istruttore Rosario Priore non ottenne da Parigi risposte esaustive sui principali quesiti legati all'abbattimento del Dc9 Itavia al largo di Ustica il 27 giugno 1980. L'Italia, da allora, chiede le registrazioni radar dell'area di caduta del DC-9, le posizioni delle portaerei 'Clemenceau' e 'Foch', i piani di volo dei caccia francesi diretti in Libia e la misteriosa traccia 'amica' denominata 'LL004', rilevata dal radar di Poggio Ballone, in provincia di Grosseto, all'altezza della base corsa dell'Armée de l'air a Solenzara. Nel 1996 fu chiesto alla Francia di individuare altri velivoli all'origine di tre tracce radar, il cui ruolo non fu mai chiarito. Dal 2010 al 2014 il pm Erminio Amelio replicò le domande chiedendo i giornali di bordo delle due portaerei e le loro rotte, i tracciati radar, i registri di passaggio e di nuovo i movimenti a Solenzara, i nomi del personale in servizio e se la Francia partecipò all'esercitazione 'Demon Jam V' del luglio 1980. Per gli inquirenti è certo che la base corsa fosse operativa oltre le 17, circostanza sempre smentita da Parigi. E testimoni - tra loro anche ex militari - hanno riferito ai pm italiani di avere visto una portaerei francese nel Tirreno, altro elemento sottaciuto dai francesi. Ma non c'erano solo i francesi quella notte attorno al DC-9. Il giudice Priore concluse che l'aereo precipitò durante una vera e propria battaglia aerea a cui parteciparono anche caccia Usa (in rada a Napoli vi era la portaerei Saratoga) e della Nato, di cui rimase traccia nei tabulati di Ciampino. Un'operazione internazionale finita male, ma destinata ad abbattere un Mig libico che volava coperto dal DC-9, forse proprio quel Mig rinvenuto poi sulla Sila. L'altra versione, sostenuta anche oggi dall'ex ministro Carlo Giovanardi, è che a bordo dell'aereo ci fosse una bomba e che a metterla furono dei presunti terroristi palestinesi. Ad attribuire ai francesi la responsabilità diretta dell'abbattimento del DC-9 e il conseguente silenzio, fu prima l'ex presidente Francesco Cossiga e, più recentemente, l'ex premier Giuliano Amato. Per il pm Antonio Clemente, che ha ereditato l'ultima inchiesta, sarà decisivo capire se nei nuovi documenti che Parigi promette di inviare a Roma c'è il tassello mancante per arrivare alla verità. (ANSA).

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