Zvyagintsev, da sei anni sono lontano dalla Russia, ma ne conosco bene la corruzione

(ANSA) - CANNES, 20 MAG - Questo progetto "è nato nel 2022, quando avevo lasciato la Russia da poco più di un anno. Oggi penso che, dopo sei anni vissuti in spazi e territori completamente diversi, e con modi di pensare differenti, potrei aver perso parte del mio legame con il Paese. Ma ho trascorso comunque 60 anni della mia vita in Russia, di cui conosco assolutamente tutto: come pensano le persone, come agiscono, come si comportano. Conosco bene anche la corruzione che si è sviluppata in quel Paese. Ne conosco assolutamente ogni aspetto". Lo dice il cineasta dissidente Andrei Zvyagintsev parlando in conferenza stampa a Cannes del suo nuovo film Minotaur, presentato in concorso a Cannes e già dato fra i favoriti per i premi. Al centro del thriller c'è un delitto cruento sullo sfondo della Russia corrotta e violenta di oggi (la storia è ambientata nel 2022). Gleb (Dmitriy Mazurov), dirigente di un'azienda e imprenditore di successo vive con la moglie Galina (Iris Lebedeva) e il figlio in una splendida casa di una città di provincia. Il suo mondo professionale però è sempre più sotto la pressione da quando c'è la guerra in Ucraina. La scoperta poi del tradimento della moglie, porterà l'uomo, sempre più fuori controllo, sulla strada della violenza. "Certo, sono passati sei anni da quando ho lasciato la Russia - spiega -. Potrei aver perso un po' il contatto, ma so ancora di cosa parlo. Inoltre, è importante che il film sia girato in russo. Per me, la lingua russa è la mia anima. Ecco perché era importante che questo film fosse ambientato in Russia, in un contesto attuale e in lingua russa". Più avanti "penso che ci saranno altri progetti in inglese, in francese: è destino, ma l'importante è parlare il linguaggio dell'arte che è una religione". Arriva "più dei manifesti, delle grida propagandistiche, delle infinite conversazioni su YouTube. Le parole si svalutano e si trasformano in nulla, in paura. In questo caso, è molto meglio parlare con il silenzio o attraverso i gesti, che sono sullo stesso piano delle opere d'arte e di ciò che si dice di fronte a un pubblico". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Piccolo








