In cosa consistono i divieti ai social per i minori

Nell’ultimo anno, molti Paesi si sono mossi per regolamentare l’accesso degli adolescenti ai social media, limitandolo o vietandolo del tutto. Capofila, l’Australia, che a dicembre ha introdotto un divieto totale per i minori di 16 anni e previsto multe salatissime per le aziende. Chi gestisce le piattaforme sostiene invece che per aderire ai social basta avere 13 anni. In generale, queste misure si basano su verifica dell’età e consenso di genitori o tutori. Chi le promuove ritiene che i social facciano male agli adolescenti e cita ricerche che collegano l’uso intenso delle piattaforme all’aumento dei casi di ansia, depressione, autolesionismo, disturbi alimentari. I critici invece negano che i social provochino un aumento del disagio adolescenziale. In generale, i ricercatori ammettono che esista una correlazione ma non concordano che il rapporto sia di causa-effetto. Quest’ultima tesi, secondo parte di essi, è infatti difficile da dimostrare.

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