Iran, ragazza condannata a morte per un post social: “Ricordate il mio nome”
Condannata a morte per un post “blasfemo” sui social. È un'altra storia di violenza e repressione quella che arriva dall'Iran e che riguarda stavolta Najmeh Amini, una studentessa di 23 anni arrestata durante le proteste di gennaio affogate nel sangue dal regime. Fonti vicine alla famiglia hanno denunciato alla ong americana Human Rights Activists che Najmen è stata accusata di 'sab ol-nabi', insulto al profeta. 'Sono una ragazzina innocente con tante speranze e sogni, non voglio fare l'eroina, voglio solo che la mia voce sia ascoltata', dice lei in un audio diffuso il mese scorso dal carcere dove è detenuta nel quale chiede l'aiuto dell'Onu e della comunità internazionale.
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