Mittelfest 2026, undici giorni di arte per guardare in faccia la paura

Dal 16 al 26 luglio Cividale del Friuli ospita la 35ª edizione del festival internazionale di teatro, musica, danza e circo: una full immersion artistica per seguire le orme della paura, tra grandi nomi internazionali, prime assolute e concerti sotto le stelle

Perseo che affronta Medusa senza guardarla in volto, orientandosi con un occhio rubato per non trasformarsi in pietra davanti al terrore. È questa l’immagine scelta dal direttore artistico Giacomo Pedini per introdurre il tema del Mittelfest 2026, la paura. “Sta tutta nelle attese, in ciò che si immagina sarà”, scrive: è l’emozione primaria che anticipa gli eventi anziché seguirli, arriva per prima e indica la rotta. Eppure, mentre prevede il peggio, a volte ne previene l’esito. Da questa intuizione prende le mosse la 35ª edizione del festival, che invece di fuggire la paura prova a seguirla fin dove riesce, andando oltre ciò che vedono gli occhi.

Il festival internazionale di teatro, musica, danza e circo torna a Cividale del Friuli dal 16 al 26 luglio con 32 progetti artistici (17 di musica, 7 di teatro, 4 di danza e 4 di circo) provenienti da 16 Paesi, tra cui una ventina di prime assolute o nazionali. A questi si aggiungono i tre spettacoli scelti da Mittelyoung, la rassegna under 30 già andata in scena a maggio, che quest’anno ha raccolto 238 candidature da tutta Europa. La formula resta quella che negli anni ha contraddistinto la manifestazione: rivisitare i classici cercandone gli sfondi nascosti, riportare alla luce vicende dimenticate, mescolare generi, linguaggi, nomi affermati e giovani da scoprire. Cividale, città patrimonio mondiale Unesco affacciata sulle Valli del Natisone e del Torre, fa da cornice: piazze, chiese, teatri e cortili diventano per undici giorni palcoscenici diffusi, mentre Piazza Duomo torna a essere il cuore della città.

Le tante facce della paura
La paura ha molte forme, e il programma le attraversa a una a una. C’è quella del male che abita ognuno di noi, in Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde diretto da Fabio Condemi con Christian La Rosa; quella della Storia rimossa, con l’anteprima di La strage di Vergarolla di Paolo Valerio e Davide Rossi, dedicata all’esplosione del 1946 sulla spiaggia istriana; quella dei conflitti e del perdono, con Chi perdona di Jeton e Blerta Neziraj, costruito tra Kosovo e Sudafrica; quella delle radici che svaniscono, nel canto greco di Erini con Fos; quella dei legami familiari, nello spettacolo croato Son, mother and father sit at the table in silence. Sul versante musicale, il lato oscuro e seducente del suono emerge ne Il demoniaco della FVG Orchestra, tra Liszt, Tartini e Strauss.
A dare volto a queste paure si alternano protagonisti della scena e nuovi talenti: Alessandro Baricco, che rilegge La Traviata come una festa di paese; il violinista Vasko Vassilev, primo violino della Royal Opera House; Josef Nadj, che torna con la danza; Laura Marinoni, madre coraggio riscritta da Michele Santeramo; e ancora Marco D’Agostin, Andrea Bosca, Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Alessio Boni. A chiudere, il 26 luglio, l’esploratore Alex Bellini e il musicista Luca Lagash si interrogano su come conosciamo la realtà, tra parola, musica elettronica e intelligenza artificiale.
A dominare l’edizione 2026 sono soprattutto i ritmi popolari, ballabili e di matrice etno-folk. Il repertorio attraversa mezza Europa e oltre: dai Paesi Bassi dei De Dansers al quintetto di Vasko Vassilev, dal fusion polacco-ucraino dei Dagadana ai gipsy-valacchi Romano Drom, dal duo serbo Alice in WonderBand al canto greco di Erini, fino all’incontro tra il violino di Anaïs Drago e l’oud di Peppe Frana. Molti di questi concerti si tengono in Piazza Duomo, che si conferma il centro nevralgico della manifestazione con serate sotto le stelle aperte a tutta la città. A questi si aggiunge lo spettacolo di circo Mozzafiato!, regalo del festival ai suoi spettatori, a ingresso libero.

Oltre il palco: famiglia, cinema e incontri
Mittelfest è molto più di una serie di spettacoli. C’è un progetto famiglia pensato per stupire insieme grandi e piccoli, con clown, tuba e la musica dei balocchi; ci sono i Kaffee, gli incontri con gli artisti davanti a una tazza di caffè; le proiezioni all’aperto di Mittelimmagine e gli aperitivi in musica di Mittelounge, all’Orto delle Orsoline. Non mancano il Premio Adelaide Ristori, dedicato alla grande attrice cividalese, la mostra Paure allo Spazio Cortequattro e il Forum dell’Associazione Mitteleuropa, quest’anno con la Bosnia ed Erzegovina come Paese ospite. Chi vuole scoprire il territorio tutto l’anno può partire da Mittelland; chi ama la storia del festival la trova raccolta su Mittelbabel.

Come vivere Mittelfest 2026
I biglietti dei singoli spettacoli vanno dai 10 ai 25 euro, con riduzioni per over 65, under 26, residenti a Cividale, correntisti Banca di Cividale, possessori FVG Card e altri. Chi vuole seguire più appuntamenti può scegliere tra sei formule di abbonamento, dal Mittelfest 5 al Mittelfest 24, oppure tra i carnet da 4, 6 e 12 ingressi. Per le famiglie, i bambini dai 6 ai 12 anni entrano a 2 euro, dai 13 anni a 10; sotto i 6 anni l’ingresso è gratuito con prenotazione. Numerosi eventi sono a ingresso libero: Kaffee, Mittelimmagine, Mittelounge, Mozzafiato! e la mostra Paure. Sono gratuiti con prenotazione, dal sito del festival, anche la cerimonia inaugurale del 18 luglio e il workshop di body music. La biglietteria centrale è a Borgo di Ponte (tel. 0432.733966), aperta durante il festival dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 21; un secondo punto vendita è il Mittelpoint di PromoTurismoFVG, in Foro Giulio Cesare. Biglietti, abbonamenti e carnet si acquistano anche online su vivaticket.it.
Il taglio del nastro è sabato 18 luglio, ma il sipario si alza già dal 16:
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