Percorso IT nelle aziende: perché preferire una visione più consapevole

Per molto tempo le aziende hanno considerato l’informatica come un ingranaggio silenzioso: un componente automatico dal funzionamento garantito che non richiedeva particolari attenzioni. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’infrastruttura informatica si è stratificata gradualmente attraverso piccoli interventi, spesso attuati in seguito a necessità immediate: l’installazione di una linea più veloce, un nuovo server per necessità di spazio, o una soluzione di sicurezza introdotta in fretta dopo aver subito un attacco.
Tuttavia, con la digitalizzazione massiccia dei processi, questa visione “frammentata” dell’informatica non è più sufficiente. Oggi l’IT è da considerare una responsabilità strategica che non può essere gestita senza un reale coordinamento complessivo e una progettazione unitaria.
Oggi questa modalità di gestione diventa un grande fattore di criticità dal momento che ogni processo aziendale (dalla comunicazione con partner e clienti alla gestione amministrativa di dati e processi) dipende sempre di più dall’infrastruttura tecnica. I sistemi informatici a cui le aziende si affidano devono funzionare in modo continuo e integrato, ed è evidente che all’assenza di un percorso strutturato e coordinato, corrisponda a un generale aumento dei rischi. Attacchi informatici automatici, guasti improvvisi e fermi operativi diventano minacce costanti che dimostrano quanto sia importante la presenza di una visione d’insieme.
Quando il sistema nato come una somma di interventi si blocca, risalire alla causa del problema risulta estremamente complicato, rendendo le modalità e i tempi di ripristino lunghi e incerti.
Le interruzioni non sono quasi mai causali, ma spesso derivano da una combinazione di fattori che, nel tempo, rendono il sistema vulnerabile. “Connessioni non adeguate, backup non verificati, livelli di sicurezza insufficienti o infrastrutture cresciute senza una logica precisa sono alcune delle criticità più frequenti”, sottolinea Davide Fonda, amministratore e responsabile strategie IT di Ambient7 “a cui si aggiunge spesso l’assenza di un monitoraggio continuo in grado di individuare anomalie prima che diventino problemi concreti”.

Quando un sistema si ferma, l’impatto riguarda direttamente l’organizzazione; “Quando si interrompe l’operatività, i costi sono molto elevati – spiega Davide Fonda –. Non si tratta solo di un malfunzionamento, ma di attività che si fermano, consegne che slittano e persone che non riescono a lavorare.
E nella nostra esperienza appunto, i problemi non nascono da un singolo errore ma da sistemi cresciuti senza una logica e una guida”.
Passare da una gestione frammentata a una visione d’insieme non è più un’opzione, ma la condizione necessaria per proteggere la produttività e il futuro dell’impresa.
In questo scenario, la soluzione non è aggiungere nuovi servizi in modo isolato, ma adottare quello che Ambient7, azienda IT con sede a Monfalcone, definisce “percorso IT”: un approccio che spinge le aziende ad abbandonare una logica selettiva in favore di un percorso strutturato nella gestione dei sistemi informatici.
Pensare all’informatica come a un percorso significa progettare un ecosistema con una struttura solida, protezioni adeguate e una manutenzione costante.
I benefici di questa visione sono tangibili e immediati. Strutturare un percorso personalizzato permette di ridurre gli imprevisti, rendendo i sistemi più affidabili e aumentando il controllo sull’intera infrastruttura. A questo si aggiunge un vantaggio competitivo fondamentale: la visione finanziaria. Grazie alla programmazione, infatti, l’azienda può pianificare e programmare investimenti e interventi nel tempo.
In questo quadro si inserisce anche il crescente peso delle responsabilità normative: direttive come la NIS2 e il GDPR richiedono alle aziende un approccio più strutturato nella gestione della sicurezza, della protezione dei dati e della selezione dei fornitori.
“Lo scenario che rileviamo sul mercato è una moltitudine di organizzazioni sotto NIS2, anche strutturate e di dimensioni importanti, che ha iniziato a fare i primi (facili, ndr) step principalmente organizzativi e burocratici come la registrazione ACN e la nomina del referente CSIRT ma poi non ha visione chiara, concreta e sostenibile delle attività successive da fare. In questi casi il supporto di un riferimento IT esterno e oggettivo è molto importante, sia a livello strategico che operativo.” – Matteo Herbin, Resp. Marketing e comunicazione

Dal 2006 Ambient7 affianca organizzazioni su tutto il territorio nazionale applicando concretamente questa visione e adottando il modello di servizio MSP (Managed Service Provider), integrato con i più alti standard tecnologici del settore, come il framework ITIL (Information Technology Infrastructure Library).
Questa metodologia permette ad Ambient7 di proporre e gestire servizi IT allineati agli obiettivi di business del cliente, con particolare attenzione alla manutenzione e alla conformità normativa.
Grazie al supporto di Ambient7, sempre più imprese stanno abbandonando la logica delle “scelte isolate” per adottare una visione più consapevole. L’infrastruttura informatica si trasforma così in un investimento strategico in grado di sostenere l’efficienza, la continuità operativa la crescita dell’azienda nel lungo periodo.

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