Aquileia, bufera sul meeting con la delegazione egiziana: «Offesa alla memoria di Giulio Regeni»

Pd e opposizione contestano l’iniziativa voluta dal sindaco Zorino: «Mancanza di sensibilità verso un dramma che segna ancora il nostro territorio». Critiche anche dal sindaco di Fiumicello

 

Francesca Artico

È bufera sul “Meeting Aquileia+Alexandria” organizzato dal Comune di Aquileia, guidato da Emanuele Zorino, che si terrà dal 2 al 5 settembre, che prevede la partecipazione di una delegazione egiziana. Una scelta ritenuta «inopportuna» dal gruppo del Pd aquileiese, che accusa il sindaco Zorino di non aver tenuto conto della sensibilità di un territorio che ha vissuto il dramma di Giulio Regeni, il giovane ricercatore rapito, torturato e ucciso al Cairo fra gennaio e febbraio del 2016.

Nel programma del Meeting, di lui, che viveva a Fiumicello, a cinque chilometri appena di distanza, non si fa cenno, per questo la segretaria regionale del Pd, Caterina Conti, dice che «il Comune di Aquileia ha il dovere di cogliere questa circostanza per trasmettere con chiarezza la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni, figlio della nostra terra e vittima di un regime violento. Ce lo aspettiamo dal sindaco».

Zorino tiene il punto e categorico rimarca che «il Meeting vuole essere il simbolo di un dialogo aperto e inclusivo, che si realizza nel confronto e nella cooperazione tra Aquileia e Alessandria, città universale per vocazione e madre spirituale del nostro territorio».

«La storia millenaria ci insegna che Alessandria, con la sua antica Biblioteca e la sua rinascita nella moderna Bibliotheca Alexandrina – argomenta il sindaco –, incarna uno spirito di ricerca, apertura e conoscenza che trova forte corrispondenza nella tradizione aquileiese». Ma altrettanto categorico ribadisce che «non possiamo ignorare come la storia contemporanea porti ancora una ferita aperta che tocca profondamente la nostra comunità: il caso di Giulio Regeni».

«La sua memoria e la lotta per la verità e la giustizia – afferma Zorino – sono parte integrante del nostro impegno civile. Ho partecipato sempre alla marcia di Fiumicello, convinto che il ricordo di Giulio non debba mai essere sbiadito e che la sua vicenda rappresenti una questione di dignità umana e di rispetto dei diritti fondamentali. Con la delicatezza e la serietà che la situazione richiede, il Comune di Aquileia si impegna a sostenere con chiarezza e fermezza la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni, rispettando il dolore della famiglia e di chi lo ha conosciuto e amato. È fondamentale che in questa vicenda – ancora caratterizzata da inquietanti ombre e minacce a chi lotta per la verità – la nostra città dimostri attenzione, vicinanza e coraggio, senza lasciare che questa ferita venga ignorata o strumentalizzata», conclude Zorino.

Ornella Donat, capogruppo di minoranza ad Aquileia, però ribadisce che «il gruppo consiliare è rimasto sconcertato e indignato dall’apprendere dall’albo del Comune la notizia dell’organizzazione del meeting». «A quanto pare – spiega Donat – non siamo stati i soli a essere spiazzati dall’iniziativa. Un’iniziativa che è stata decisa e trattata con estrema superficialità e mancanza di sensibilità rispetto all’omicidio di Giulio Regeni, un giovane delle nostre terre, assassinato da un governo che ancora non collabora nella ricerca della giustizia: questione del tutto ignorata dal sindaco. Riteniamo assurdo organizzare meeting e gemellaggi senza stabilire a priori, senza se e senza ma, che la priorità anche per l’amministrazione e i cittadini di Aquileia, è la ricerca della verità su tale delitto, priorità che andrebbe, in caso, declinata e condivisa con le controparti egiziane coinvolte nelle iniziative. L’esigenza di scambi culturali non potrà mai, per noi, superare questo principio».

Anche il sindaco di Fiumicello Villa Vicentina, Alessandro Dijust, sostiene di trovare «inopportuna» l’iniziativa «per mancanza di vicinanza alla causa della famiglia Regeni e alla nostra comunità, anche perché siamo prossimi a una fase processuale delicata». «Parlare di legami, anche se culturali – aggiunge Dijust –, non può prescindere dai concetti fondamentali di rispetto dei diritti umani sui cui l’Egitto non è mai stato collaborativo».

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