Padiglione Russia, l’Ue revoca due milioni di fondi alla Biennale
La decisione «segue una valutazione approfondita delle risposte della Biennale per giustificare la riapertura del padiglione della Russia». Lo annuncia la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen

L’aveva minacciato in più occasioni, l’ha fatto: l’Unione europea ha revocato il finanziamento di due milioni di euro alla Biennale arte di Venezia. Una “punizione” per aver accolto nell’edizione di quest’anno, iniziata il 9 maggio, il padiglione della Russia di Putin. E così, dopo aver formulato svariati ultimatum, nelle settimane scorse, la Commissione ha deciso che l’istituzione veneziana presieduta da Pietrangelo Buttafuoco era passibile di sanzione.
L’annuncio è arrivato nella serata di ieri. Il testo recita: “La Commissione raccomanda ufficialmente all’agenzia Eacea di interrompere il contributo di 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia. Ciò segue una valutazione approfondita delle risposte della Biennale per giustificare la riapertura del padiglione della Russia”. Firmato dalla vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen con un post su X.
Dunque, come si evince dal comunicato, da Bruxelles non sono state ritenute soddisfacenti le risposte inviate dalla Biennale alle richieste di chiarimenti inviate, in tre occasioni, dalla Commissione.
In particolare l’Unione europea voleva sapere se, nell’accogliere il padiglione della Russia, rea di aver scatenato la guerra contro l’Ucraina, la Biennale avesse in qualche modo violato il regime delle sanzioni contro Mosca. E cioè se ci fosse stata qualche forma di agevolazione nell’organizzazione e nell’allestimento del padiglione. Padiglione che, lo ricordiamo, è chiuso al pubblico e che in questa sessantunesima edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte arte ha accolto solo un’installazione video, che si può vedere senza entrare, avendo il padiglione solo porte e finestre aperte.
La Biennale ha sempre sostenuto di aver rispettato le regole. «Abbiamo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali e nei limiti delle nostre competenze e responsabilità» , ha sempre rivendicato l’ente culturale guidato da Pietrangelo Buttafuoco. «Nessun divieto delle sanzioni europee è stato aggirato, le sanzioni sono state rigorosamente applicate».
Il 12 giugno c’era stata la terza lettera di richiesta di chiarimenti spedita da Bruxelles. Con fissazione di un altro termine di 30 giorni per controdedurre.
Dura la presa di posizione della Lega sulla decisione di ieri della Ue: "La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo ce ne faremo una ragione", è la replica del partito di Salvini, che chiederà al governo di integrare le risorse tolte dalla Commissione. “La cultura non si piega ai diktat”.
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