Rachida non sa l’italiano, terzo tentativo fallito per la cittadinanza. Il figlio sta col sindaco
A Cadoneghe, nel Padovano, l’epilogo della vicenda che ha visto protagonista una 62enne marocchina che aveva chiesto la cittadinanza, pur non comprendendo l’italiano. Giovedì 1° ottobre il chiarimento tra la famiglia e il sindaco Schiesaro, ora gli atti alla Prefettura

Terzo tentativo senza esito per Rachida Riadi, la 62enne marocchina a cui è stato bloccato l'iter per ottenere la cittadinanza italiana a causa delle difficoltà nella conoscenza della lingua. Giovedì primo ottobre, il sindaco di Cadoneghe (Padova), Marco Schiesaro, l'ha riconvocata in municipio per provare nuovamente a completare il giuramento, ma la donna non è riuscita a rispondere alle domande.
«Ci tenevo a incontrarla di nuovo, abbiamo riprovato a fare il giuramento, ma anche questa volta non è riuscita a rispondere. La vicenda finisce qui. Trasmettiamo tutto alla Prefettura», ha detto il primo cittadino leghista.
La donna riesce a pronunciare soltanto poche parole in italiano: «Come stai? Bene». E a ripetere a memoria l'inizio della formula del giuramento: «Giuro di essere fedele...». A tradurle le domande in marocchino è il figlio Yassine El Ouardi, 34 anni. Proprio lui ha difeso la posizione del sindaco, raccontando anche le preoccupazioni della madre.
«Il sindaco ha ragione. Sono qui da vent'anni e conosco la legge. Se non sai l'italiano non puoi avere la cittadinanza», ha affermato. Poi ha aggiunto: «Mia mamma è stata male. Aveva paura che le togliessero anche gli altri documenti, ma ne ha diritto perché mio padre ha la cittadinanza italiana. Lei non ruba, non fa niente di male. Fa la casalinga».
Dopo il terzo tentativo, la documentazione sarà dunque trasmessa alla Prefettura per le valutazioni di competenza.
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