Fincantieri, muore durante il turno di lavoro: sospetta intossicazione, migliaia di operai a casa
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il Suem 118 che, però, ha potuto solamente constatare il decesso dell’uomo. Sono in corso in questo momento gli accertamenti dei tecnici dello Spisal, per accertare la dinamica dell’accaduto. Tre in ospedale, uno in codice rosso si trova tutt'ora nel reparto di emergenza-urgenza dell'Angelo

Un operaio di 34 anni, originario della Romania, è morto questa mattina all’interno dello stabilimento Fincantieri di Marghera, mentre era impegnato in un’attività di lavoro a bordo di una nave in costruzione: la Seven Seas Prestige. L’allarme è scattato poco dopo le 11, quando l’uomo si è sentito male mentre operava in un ambiente confinato.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale del Suem 118 e le forze dell’ordine. Quando è arrivata la prima squadra dei pompieri, inviata dalla sede di Mestre, alcuni colleghi avevano già prestato i primi soccorsi all’operaio. Il medico legale, giunto successivamente da Padova, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Le cause della morte sono ancora in fase di accertamento. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche gli esperti del Nucleo regionale NBCR dei vigili del fuoco, che hanno effettuato misurazioni e campionamenti all’interno dell’ambiente in cui si trovava il lavoratore. Gli esiti degli accertamenti non sono ancora stati comunicati. Tra le prime ipotesi circolate c’è quella di un’intossicazione, ma al momento non risultano conferme ufficiali.
Accertamenti in corso, area sotto sequestro
In via cautelativa, l’azienda ha disposto l’interruzione delle attività analoghe nell’area e l’allontanamento dei lavoratori. Secondo le prime informazioni, a finire in Pronto soccorso sono stati due operai con sintomi lievi compatibili a intossicazione. Un terzo, grave, si trova tutt'ora nel reparto di emergenza-urgenza dell'Angelo: è arrivato in codice rosso.

La disposizione di sicurezza ha comportato l’evacuazione delle navi e l’uscita anticipata di migliaia di dipendenti, circa due ore prima della fine del turno.
Sono in corso gli accertamenti dei tecnici dello Spisal per ricostruire la dinamica dell’accaduto e chiarire le cause del decesso. Sul posto sono presenti anche Polizia di Stato e Carabinieri. L’area interessata è stata posta sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Fiom Venezia: «Un altro lavoratore in subappalto non rivedrà la famiglia»
«Senza dover fare congetture su argomenti così strazianti possiamo dire che lavorare in spazi confinati prevede tutta una serie di rigorosi accorgimenti, sia di natura legislativa che regolamentati da disposizioni aziendali di Fincantieri. Resta il fatto che ancora una volta un lavoratore giovane di una ditta in subappalto questa sera non rivedrà la sua famiglia, a cui rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze augurandoci che venga fatta piena luce su quanto successo e sulle eventuali responsabilità». Lo dichiara in una nota la Fiom Cgil di Venezia, in merito alla morte di un operaio di origini romene in una ditta in subappalto presso la Fincantieri di Marghera.
«Non sappiamo - sottolinea la Fiom - le cause che hanno determinato questa immane tragedia, se riconducibile a un malessere, come sostiene la direzione Fincantieri, o ad un'attività svolta senza le necessarie precauzioni e autorizzazioni. Su questo saranno gli inquirenti a fare piena luce sull'accaduto, anche perché i colleghi intervenuti per dare assistenza immediata sembra che si siano sentiti male anche loro, anche qui non sappiamo se per uno shock emotivo, come dice la direzione Fincantieri, o per altri cause. Al riguardo questi ultimi, sono stati portati in ospedale per gli accertamenti del caso».
Uilm Venezia: «Chiarire quanto accaduto a Marghera»
«In questo momento di dolore, rivolgiamo un pensiero alla famiglia e a quanti erano vicini al lavoratore. In attesa che le autorità competenti facciano chiarezza sulle cause e sulla dinamica dell'accaduto, riteniamo importante rispettare il lavoro degli organi preposti agli accertamenti. La sicurezza e la tutela della vita devono essere sempre al centro dell'attenzione, per tutti i lavoratori, compresi quelli delle imprese in appalto spesso i più esposti a rischi. Confidiamo che gli accertamenti possano contribuire a chiarire quanto accaduto». Lo dichiara in una nota il segretario della Uilm Venezia Diego Panisson.
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