Consulenze all’estero: Gurrieri indagato per l’ipotesi di riciclaggio
Perquisiti dai finanzieri ufficio e abitazione del presidente in pectore del porto di Trieste. Sotto la lente somme versate da realtà asiatiche alla società Mmg: «Chiariremo tutto»

Antonio Gurrieri, attuale commissario straordinario dell’Autorità portuale dell’Adriatico orientale nonché presidente in pectore, è indagato per riciclaggio di denaro.
La Procura di Trieste intende fare luce su ingenti somme versate da alcune società asiatiche alla Mmg, società austriaca fondata da Gurrieri nel 2016 per svolgere attività privatistica di consulenza e formazione nel settore dei trasporti, ambito di cui è un esperto internazionale.
Per il porto di Trieste le acque si fanno sempre più agitate. Se un mese fa lo scossone proveniva dalla politica, con la revoca shock delle deleghe da parte dello stesso Gurrieri al suo braccio destro, l’ormai ex segretario generale Vittorio Torbianelli su pressione di Fratelli d’Italia, stavolta il terremoto è legato a un’inchiesta giudiziaria in corso. Indagine che si dipana, appunto, in parallelo alla partita delle nomine dei presidenti delle Autorità portuali italiane che si sta giocando a Roma.
L’avviso di garanzia
Una corsa che finora vedeva in Gurrieri il candidato designato per la guida del sistema portuale di Trieste e Monfalcone. Ora c’è da capire se l’indagine rischia di avere contraccolpi sulla scelta del presidente.
Il dirigente pubblico, che è anche amministratore delegato della Società Alpe Adria (la partecipata di logistica che si occupa di promozione dell’intermodalità nel porto di Trieste) ha ricevuto l’avviso di garanzia nelle scorse settimane, dopo le audizioni alla Camera e al Senato previste nell’iter di nomina. In quella sede istituzionale, quindi, ancora non sapeva di essere finito sotto la lente degli inquirenti e che sarebbe stato perquisito.
Le perquisizioni
La Finanza, nei giorni scorsi, ha passato al setaccio la sua abitazione e il suo ufficio, sequestrando soprattutto dispositivi e supporti elettronici in cui trovare elementi utili all’indagine.
Del materiale è stata fatta copia forense e il difensore, l’avvocato Alessandro Diddi del foro di Roma, si è opposto al decreto di perquisizione. L’udienza è fissata per martedì mattina al tribunale del Riesame di Trieste. Ma il legale ha già annunciato che rinuncerà all’istanza, fiducioso di far riavere al suo assistito quanto sequestrato, dopo aver dimostrato che le accuse sono prive di fondamento.
Le verifiche
Il faro si è acceso diversi mesi fa, durante una verifica fiscale in Alpe Adria, come conferma il legale Diddi. In quell’occasione le Fiamme gialle, scorrendo la posta elettronica privata di Gurrieri, si sono imbattute in alcune transazioni prive di causale. E di cui non avrebbero trovato riscontro rispetto alle attività condotte in Italia.
Da qui il sospetto che quel denaro potesse avere una provenienza illecita. E la conseguente necessità di fare chiarezza sui motivi di quelle operazioni e su eventuali conflitti di interesse o irregolarità, visti gli incarichi ricoperti da Gurrieri.
Le transazioni prive di causale
Le transazioni prese in esame ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro e risalirebbero agli anni scorsi, in particolare al 2022. All’epoca Guerrieri era dirigente apicale dell’Autorità portuale nonché ad di Alpe Adria.
Secondo la difesa le somme non hanno nessuna provenienza illecita, anzi. Si tratterebbe dei compensi versati da alcune società asiatiche a Gurrieri per consulenze e attività di formazione. Tutto dimostrabile, estratti conti alla mano.
Il dirigente e il suo avvocato contano di fornire la documentazione alla Procura già nelle prossime settimane, nella speranza che tutto si concluda al più presto con l’archiviazione del fascicolo. La difesa sottolinea inoltre la totale assenza di conflitti di interesse e il fatto che l’attività con le società estere sia stata sempre indicata nelle dichiarazione dei redditi. La Mmg, peraltro, non è l’unica società estera di Gurrieri: ne ha anche un’altra che si occupa di cavalli.
Le dichiarazioni
«Sono certo di poter dimostrare di aver agito nella legalità, in piena trasparenza – dichiara Gurrieri –. Ho avuto un incontro con i magistrati durante il quale ho rilasciato una dichiarazione spontanea. Con il mio avvocato presenteremo una memoria al pm competente, certi che la vicenda verrà presto archiviata. Non sono indagato né per le mie attività passate e presenti presso il Porto, né per il mio incarico in Alpe Adria, ma per questioni private su cui farò chiarezza».
«Non consentirò a nessuno, dunque, di offuscare trent’anni di rispettata e onorata carriera – prosegue –. Confido che attraverso un’equa valutazione dell’accaduto potrà essere riconosciuta la correttezza del mio operato. Per questo intendo collaborare con le autorità giudiziarie, in cui ripongo massima fiducia».
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