Invalido dopo il vaccino anti Covid, viene risarcito con 200 mila euro. Burioni: «Sentenza inspiegabile»
Il virologo è intervenuto sulla vicenda con protagonista il 60enne bellunese. «Queste decisioni, magari impeccabili in punto di diritto, non possono essere comprese da un medico che si basa sui dati oggettivi»

«Di nuovo un'altra sentenza che io trovo inspiegabile. Queste decisioni, magari impeccabili in punto di diritto, non possono essere comprese da un medico che si basa sui dati oggettivi che ci fornisce la scienza». Il virologo Roberto Burioni ha affidato al suo profilo Facebook tutta la sua frustrazione per la vicenda del 60enne bellunese che, nei giorni scorsi, ha ricevuto dallo Stato un risarcimento da quasi 200 mila euro.
L’ uomo, infatti, quattro anni fa era rimasto invalido permanente dopo essersi sottoposto alla terza dose del vaccino anti Covid. Da quel momento la sua vita è stata stravolta, rendendolo disabile all’80 per cento. Ora, il ministero della Salute gli ha riconosciuto i danni subiti, quantificandoli in 197mila euro.
Una decisione, quella dello Stato, che non ha convinto Burioni: «Dico solo che queste sentenze che io non capisco e non commento diminuiscono moltissimo la fiducia nelle vaccinazioni, asseverando la falsa narrazione dei novax che falsamente affermano l'esistenza di questi danni causati dal vaccino che per la scienza non esistono. Ripeto, non esistono», ha scritto in un post su Facebook.
Secondo il professore, decisioni di questo tipo offrirebbero una sponda involontaria al mondo no vax: «Quando a una conferenza io presento i dati scientifici che escludono categoricamente e oggettivamente che effetti collaterali di questo tipo possano essere causati dal vaccino contro il Covid, il novax di turno si alza e mi dice ‘ma c'è questa sentenza che afferma il contrario’ e a quel punto io non so cosa rispondere, e certamente qualcuno degli astanti pensa che abbia ragione il novax e che io stia raccontando balle, si comporta di conseguenza e magari suo figlio muore di pertosse o di meningite. Morte che sarebbe stata evitata dalla vaccinazione, che è efficace e sicura».
Nel mirino della critica del professore non c’è l’aspetto giuridico della vicenda, ma il messaggio che ne deriva. «Si genera sfiducia – spiega ancora Burioni. E se diamo uno sguardo a quello che succede a Canterbury in questi giorni, (si è registrata un’epidemia di meningite definita ‘senza precedenti, ndr) capiamo quanto è pericoloso per la salute pubblica il generare questa sfiducia».
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