Troppi turisti alle Tre Cime, la proposta: «L’accesso diventi a numero chiuso»

Il Comune di Auronzo: «L’area può sopportare al massimo 5.000 persone al giorno, non 15.000». La proposta prevede anche che per il servizio di navetta sarà necessaria la prenotazione

Francesco Dal Mas
Le Tre Cime potrebbero prevedere l'accesso a numero chiuso
Le Tre Cime potrebbero prevedere l'accesso a numero chiuso

«Le code alle navette per le Tre Cime si verificano, a Misurina, soltanto dopo una giornata di maltempo. Detto questo, il Comune di Auronzo non ritiene che Dolomitibus debba portare in quota tutte le mille o diecimila persone che lo chiedono. C’è un limite di presenze oltre il quale è saggio non andare. E, in ogni caso, chiediamo a Dolomitibus che si attivi per la prenotazione come il Comune ha fatto per le auto».

La prenotazione

Chi parla è Nicola Bombassei, delegato dal sindaco di Auronzo, Dario Vecellio Galeno, a occuparsi dell’accesso alle Tre Cime. «È vero, nei giorni scorsi ho visto quell’impressionante coda di turisti che attendeva di salire sul pullman per le Tre Cime. Mai avevo riscontrato una cosa del genere. Ma flussi così consistenti si verificano all’indomani di giornate di brutto tempo in cui gli ospiti sono costretti a rimanere in albergo o a casa».

Per Bombassei, quindi, si tratta di eccezioni. Precisa, però, che una soluzione è possibile: la prenotazione. «Già l’anno scorso abbiamo invitato Dolomitibus a fare quello che la Sad ha già in corso: come da noi prenotano la salita in auto, così dovrebbe accadere per i viaggiatori in pullman. Dolomitibus ci aveva promesso che l’avrebbe fatto. Ancora non è accaduto».

Martedì, a Palazzo Piloni, sede della Provincia, è in agenda un vertice sui trasporti. L’amministrazione di Auronzo ci sarà e proporrà, appunto, il sistema della prenotazione. E questo, come spiega ancora Bombassei, per garantire un numero contingentato di persone in quota. «Le Tre Cime non sopportano 15.000 visitatori al giorno, tutti lo devono sapere. Neppure 10.000. L’Unesco, ancora anni fa, ha suggerito una media massima di 4.500-5000 presenze. Noi, con la prenotazione delle auto, la rispettiamo: non più di 700 posti macchina al giorno. In pullman potrebbero salire altre mille persone, più quelle a piedi? Fissiamo insieme un tetto e poi gestiamolo», è l’invito di Bombassei, «ognuno con i propri sistemi, anche se quello delle prenotazioni sembra il più efficace. E una volta che il trasporto sarà prenotabile, è evidente che le auto dovranno essere lasciate a valle, quindi ad Auronzo o a Cortina, anziché venire parcheggiate malvagiamente a Misurina».

La giornata

All’ingresso della strada per le Tre Cime l’attesa è di pochi minuti, giusto il tempo di verificare la documentazione. Piuttosto qualche tempo più lungo matura in area-filtro, presso l’ampio parcheggio tra il lago di Misurina e quello di Antorno. Qui viene lasciato passare solo chi è prenotato, gli altri ritornano sui propri passi, magari sostano quel tanto che basta per verificare se ci sono parcheggi ancora prenotabili.

Per Bombassei non ci sono dubbi: «La prima meta di chi arriva sulle Dolomiti è un’escursione alle Tre Cime, magari anche soltanto una passeggiata dal Rifugio Auronzo al Locatelli. Ma nei giorni del grande afflusso c’erano le code sulla salita verso Forcella Lavaredo, da cui si può ammirare la Trinità, e sul percorso verso il balcone panoramico che dà sui Cadini di Misurina».

«In due anni abbiamo riscontrato», aggiunge l’assessore comunale al turismo, Roberto Pais Bianco, «che il nostro sistema di prenotazione del parcheggio in quota favorisce di fatto anche la prenotazione dell’albergo o del B&B in paese. È, insomma, un circuito virtuoso che, se ampliato, garantisce quell’ospitalità di effettiva qualità che noi desidereremmo. Specificatamente portando a valle anche l’area di sosta per le auto».

 

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