Allarme stafilococco nel pesce surgelato: il ministero ritira tutte le confezioni

Provvedimento d’urgenza a carico della ditta Gelpiave di Oderzo. Si tratta di mazzancolle importate dall’Ecuador

Alessia Celotto
Il prodotto surgelato ritirato dal mercato
Il prodotto surgelato ritirato dal mercato

Ritiro immediato per un prodotto importato e commercializzato dalla ditta opitergina Gelpiave Srl e prodotto in Ecuador.

Il ministero della Salute ha rilevato il rischio della presenza di enterotossine stafilococciche.

L’allarme è scattato il 10 febbraio scorso quando il portale del ministero della Salute adibito alle allerte alimentari e richiami precauzionali ha pubblicatola nota relativa al prodotto.

Cosa riguarda

L’oggetto del richiamo, infatti, sono le mazzancolle tropicali sgusciate devenate congelate IQF (Litopenaeus vannamei), vendute a marchio Los Marineros. I crostacei, che hanno subito il richiamo alimentare, sono venduti in buste surgelate da 750 grammi ciascuna. Il lotto presenta il numero E0000610 ed è stato prodotto il 12 agosto 2025 con una scadenza fissata al 12 agosto 2027.

Il prodotto viene commercializzato e importato dall’azienda Gelpiave Srl, anche se il produttore effettivo dell’alimento è la società “L’oro Del Pacifico Oropac Sas” in Ecuador dove ha sede lo stabilimento (Zona Industrial Inmaconsa Av. 42 Y Calle Eucalipto Bloque 10 nella provincia di Guayas) il cui marchio di identificazione è 103739.

Le reazioni in azienda

L’azienda Gelpiave Srl ha sede a Piavon di Oderzo ed è attiva dal 1979 nella selezione e distribuzione all’ingrosso di prodotti alimentari surgelati. Opera prevalentemente con grossisti, servizi di catering e industria alimentare, attraverso marchi propri e internazionali. Contattata in merito al richiamo, l’azienda ieri non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali limitandosi a comunicare di «essere in attesa di ulteriori informazioni per valutare le modalità operative successive».

Prodotti ritirati, attenzione in frigo

Le confezioni interessare sono già state ritirate dai negozi e supermercati interessati. Tuttavia, chi fosse ancora in possesso del prodotto è invitato a non consumarlo e a riconsegnarlo al punto vendita dove è stato acquistato.

Federconsumatori

Chiare le indicazioni date anche dall’associazione Federconsumatori, che da trent’anni opera nella difesa dei diritti dei consumatori. «Nel caso in cui avvenga un richiamo alimentare, il consumatore deve riconsegnare il prodotto nel negozio in cui è stato acquistato.

Quando un alimento è già sul mercato non è possibile sapere chi lo abbia acquistato: per questo è fondamentale la collaborazione dei cittadini.

Il consiglio è sempre quello di non consumare il prodotto segnalato – ha spiegato un collaboratore dell’associazione – alcune volte la Guardia di finanza esegue dei controlli ma in quel caso ci vuole tempo. Ci sono dei rischi, e chi lo ha acquistato è meglio che non lo consumi per salvaguardare la propria salute».

Le tossine

Il rischio segnalato dal ministero della Salute riguarda la possibile presenza di enterotossine stafilococciche, proteine termostabili prodotte principalmente dal Staphylococcus aureus in alimenti contaminati, resistenti sia alla cottura, sia al congelamento. Generalmente le tossine sono prodotte in alimenti che vengono conservati in maniera errata tra i 20 e i 40 gradi.

I sintomi

In caso di utilizzo del cibo i sintomi dell’intossicazione potrebbero comparire da 30 minuti fino a otto ore sotto forma di nausea e vomito, con crampi addominali sono i più frequenti, ma spesso si manifesta anche la diarrea e la febbre. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si risolvono entro 24 ore.

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