La scuola per aspiranti pompieri, a Treviso apre il centro di formazione nazionale

Mercoledì 11 marzo la cerimonia della posa della prima pietra al comando provinciale. Sarà un’opera da 5,4 milioni pronta a fine 2028. Spazio per 80 allievi, ci sarà anche il simulatore aeroportuale 

Rossana Santolin
La posa della prima pietra della Scuola di formazione per pompieri a Treviso
La posa della prima pietra della Scuola di formazione per pompieri a Treviso

Entro due anni la sede provinciale dei vigili del fuoco di Treviso ospiterà una moderna scuola per futuri pompieri, dotata di tecnologie all’avanguardia per simulare scenari di emergenza e formare il personale secondo standard di specializzazione sempre più elevati.

La struttura, un’opera da 5,4 milioni di euro, comprenderà una rimessa di 600 metri quadrati, aule e alloggi per allievi che arriveranno a Treviso da tutta Italia. Il polo didattico, per estensione e funzioni, è paragonabile solo al centro formativo di Dalmine, in provincia di Bergamo.

Il centro

La cerimonia di posa della prima pietra, che si è svolta mercoledì pomeriggio 11 marzo al comando provinciale di via Santa Barbara, ha segnato ufficialmente l’avvio del cantiere frutto della collaborazione con la Provincia di Treviso, stazione appaltante. L’opera, salvo intoppi, dovrà essere conclusa entro la fine del 2028.

Il centro di formazione regionale della direzione Interregionale Veneto e Trentino-Alto Adige si articolerà in due piani con una superficie complessiva di circa 2. 300 metri quadrati. Quello della Marca diventerà il quarto punto di riferimento formativo regionale assieme ai poli di Padova, Belluno (cinofili e ricerca in macerie), Valstagna (per i nuclei speleo fluviali) ma per estensione e funzionalità comparabile solo a quello di Dalmine.

Al piano terra saranno realizzati un’aula magna da 40 posti, uffici, spazi comuni e servizi, oltre a una nuova autorimessa di circa 600 metri quadrati con cinque portoni carrabili collegati direttamente al piazzale della caserma e locali deposito per il materiale operativo. Il primo piano ospiterà due aule didattiche, uffici e la zona dormitorio con 12 camere (8 quadruple e 4 doppie) per un totale di circa 40 posti letto. Un edificio moderno, a basso impatto energetico dotato di impianto fotovoltaico, pronto per ospitare 80 allievi alla volta offrendo la possibilità di alloggio a quanti verranno da fuori regione. Il progetto comprende inoltre un’area esterna di circa un chilometro quadrato destinata all’addestramento del personale. Una volta ultimato, l’edificio ospiterà il simulatore aeroportuale (ora allo scalo trevigiano Canova) per esercitare operazioni di soccorso in caso di aereo in fiamme.

«Avanti col modello Treviso»

«Questo è un giorno di gioia per tutta la comunità», ha sottolineato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Silvio Pagano accogliendo le autorità civili e militari. Presenti alla cerimonia anche il capo nazionale del Corpo Eros Mannino e il sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco, già vigile del fuoco. «La formazione è il primo dispositivo di sicurezza per gli operatori del soccorso», ha commentato rivolgendosi poi al neoeletto presidente della Provincia, Marco Donadel. «L’ente stazione appaltante ci consente molto spesso di andare più veloci e rispondere prima che aumentino i prezzi».

Poi il riferimento al «modello Treviso» menzionato poco prima dal sindaco Mario Conte, come promessa di efficienza in un polo che si inserisce nel quadro di «ingenti investimenti del governo sulle sedi del Corpo nazionale per cui il comando di Treviso resta un punto di riferimento qualitativo».

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