L'area posta sotto sequestro dopo l'omicidio di Mario Ruoso (Foto Brisotto/petrussi)
L'area posta sotto sequestro dopo l'omicidio di Mario Ruoso (Foto Brisotto/petrussi)

Fermato un sospettato per l’omicidio di Mario Ruoso: è uno dei collaboratori storici di Telepordenone

L’imprenditore pordenonese è stato ucciso a sprangate e ritrovato nel suo attico a Porcia: alla base del delitto ci sarebbero motivazioni di natura economica

Giulia Soligon

C’è una persona in Questura a Pordenone sulla quale si concentrano forti sospetti per l’omicidio dell’imprenditore Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone.

A confermarlo è stato il procuratore della Repubblica Pietro Montrone: «C’è una persona in Questura sulla quale si nutrono forti sospetti rispetto al delitto. Tecnicamente non è ancora in stato di fermo: stiamo completando gli accertamenti». Al momento, ha aggiunto il magistrato, non sono ancora emersi elementi chiari sul possibile movente.

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Fermato storico collaboratore

Secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi dell'inchiesta, l'uomo sospettato di essere l'omicida del patron di TelePordenone, sarebbe uno storico collaboratore dello stesso Ruoso. Gli investigatori avrebbero anche individuato in ragioni economiche il movente dell'assassinio.

La polizia lo ha individuato, la scorsa notte, nella sua abitazione, ad Azzano Decimo. Quando sono arrivati gli agenti l'uomo era in compagnia di un cittadino straniero sul quale sono ora in corso approfondimenti. Il sospettato è stato accompagnato in Questura dove si trova al momento in attesa della formalizzazione degli atti a suo carico

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Indagini e sopralluoghi anche fuori città

Gli investigatori della polizia di Stato, coordinati dal procuratore Montrone e dal sostituto Federica Urban, stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare eventuali movimenti sospetti nelle ore precedenti al delitto. Parallelamente sono state raccolte testimonianze di vicini e collaboratori dell’imprenditore, ma al momento non sarebbero emersi elementi decisivi.

Nella mattinata di oggi, giovedì 5 marzo, la polizia scientifica ha effettuato anche un sopralluogo a Tiezzo, in via Toti, all’interno di un’abitazione ritenuta di interesse per le indagini. Durante le verifiche è stata controllata anche un’automobile parcheggiata nella zona: gli agenti hanno aperto il bagagliaio, all’interno del quale sarebbe stato trovato un grosso borsone. Il veicolo è stato poi portato via per ulteriori accertamenti.


PER APPROFONDIRE


Aggressione violenta nell’attico

Ruoso è stato trovato senza vita nel pomeriggio di ieri, 4 marzo, nel suo attico al settimo piano a Pordenone, proprio di fronte alla rivendita d’auto di sua proprietà.

Il sopralluogo, iniziato attorno alle 16.30, è stato condotto dal medico legale Antonello Cirnelli insieme alla polizia scientifica, giunta anche da Padova. L’ispezione cadaverica è durata oltre tre ore.

Secondo quanto riferito dalla Procura, la morte risalirebbe a qualche ora prima del ritrovamento, in un arco temporale ristretto compatibile tra le 7 e le 8 del mattino. Un dettaglio ritenuto significativo dagli investigatori è che l’imprenditore fosse già vestito e pronto per uscire di casa, come se stesse per iniziare la sua giornata di lavoro: nonostante l’età, infatti, frequentava quasi ogni giorno il salone di auto.

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Colpito più volte alla testa

Dai primi accertamenti emerge il quadro di una aggressione improvvisa e particolarmente violenta. L’87enne sarebbe stato colpito inizialmente con un oggetto contundente privo di scanalature (forse una spranga o uno strumento simile) e stordito. Nella caduta avrebbe battuto il capo contro lo spigolo di un mobile dell’abitazione. L’aggressore avrebbe poi continuato a infierire con numerosi colpi alla testa, fino a provocarne la morte. Dagli ambienti investigativi trapela la parola “mattanza” per descrivere la scena trovata dai soccorritori. L’arma del delitto, al momento, non è stata trovata nonostante le ricerche effettuate nell’appartamento e nelle aree circostanti.

Il ritrovamento del corpo

A trovare il corpo senza vita dell’imprenditore è stato il nipote, che si era recato nell’abitazione dopo non essere riuscito a contattarlo telefonicamente. L’inchiesta prosegue nel massimo riserbo. Gli inquirenti, al momento, ribadiscono che non viene esclusa alcuna pista.

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