Scoprì il tumore grazie al fiuto di Joy, la labrador di Barbara vince il Premio Fedeltà 2026
La cagnolina di Barbara Guerra, 53enne di Nervesa della Battaglia, è stata proclamata “Primus inter pares” alla 65ª edizione del riconoscimento di San Rocco di Camogli. Dalla loro storia è nato nell’Ulss 2 il progetto “Compagnia che cura”, che apre la chemioterapia agli animali dei pazienti

È Joy, labrador di due anni di Nervesa della Battaglia, la “Primus inter pares” della 65ª edizione del Premio internazionale Fedeltà del cane di San Rocco di Camogli. Un riconoscimento arrivato per una storia che nei mesi scorsi aveva commosso il Trevigiano: quella della sua proprietaria, Barbara Guerra, 53 anni, e del comportamento insolito della cagnolina che contribuì a spingerla a sottoporsi a nuovi controlli medici.
Per settimane Joy aveva infatti cominciato a premere con insistenza il muso sempre nello stesso punto dell’addome della donna. Da vivace e irrequieta era diventata improvvisamente più calma e vigile. Barbara, che già avvertiva alcuni disturbi, decise così di approfondire gli accertamenti fino alla diagnosi di tumore al pancreas. Non una “diagnosi” fatta dal cane, dunque, ma un cambiamento nel suo comportamento che per Barbara rappresentò un segnale decisivo.
La storia di Joy non si è però fermata lì. Durante il percorso oncologico Barbara e il marito Antonio Scalise avevano chiesto che la labrador potesse starle accanto anche in ospedale. Una richiesta inizialmente difficile da accogliere per l'assenza di spazi e procedure adeguate, ma che ha contribuito ad aprire una strada nuova nell’Ulss 2 Marca trevigiana.
È nato così “Compagnia che cura”, progetto sperimentale avviato nell’Oncologia dell’ospedale di Montebelluna per consentire ai pazienti oncologici di essere accompagnati dal proprio animale durante le sedute di chemioterapia. L’Ulss 2 ha previsto una prima fase rivolta a un massimo di cinque pazienti, con procedure specifiche di sicurezza e igiene e almeno due giornate al mese dedicate all’accesso degli animali.
E proprio Barbara è stata la prima, lo scorso 10 giugno, ad affrontare una seduta di chemioterapia al San Valentino di Montebelluna con Joy accanto. Sei ore trascorse insieme, con la labrador vicino alla poltrona e libera di farsi coccolare anche dagli altri presenti. «Con lei le ore sono volate», aveva raccontato Barbara dopo quella giornata.
Ora quella storia è arrivata fino a San Rocco di Camogli, dove Joy è stata scelta come “Primus inter pares”, il riconoscimento attribuito alla vicenda ritenuta più rappresentativa tra quelle premiate. La manifestazione, nata nel 1962, celebra ogni anno cani protagonisti di storie di fedeltà, soccorso e vicinanza alle persone.
Un premio speciale è andato anche ai cinque cani Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana, protagonisti del progetto “Gimme Five! – Qua la zampa” della Fondazione Il Porto dei piccoli per i bambini ricoverati all’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Nato nel 2016 in due reparti, il progetto coinvolge oggi 19 unità operative e raggiunge oltre quattromila bambini all’anno.
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