«Ho salutato i miei figli e mi sono buttato»: in aula il dolore del vigile del fuoco che tentò di salvare i ragazzi nel Natisone

La drammatica testimonianza di Alex Hlede al processo a Udine: «Una corrente mai vista in 30 anni di servizio. Quando ho visto l'acqua salire al loro bacino, ho capito che non potevo farcela».

Alessandro Cesare
Davanti al giudice Faleschini Barnaba parla l'unico vigile del fuoco abilitato a entrare in acqua quel 31 maggio
Davanti al giudice Faleschini Barnaba parla l'unico vigile del fuoco abilitato a entrare in acqua quel 31 maggio

Non è riuscito a trattenere la commozione, in aula, Alex Hlede, il vigile del fuoco che il 31 maggio 2024 si tuffò nel fiume Natisone nel tentativo di salvare Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar. «La corrente era fortissima, con tronchi e rami che mi passavano accanto», ha ricordato. «Le condizioni erano critiche, mai viste di quella tipologia in trent’anni anni di servizio. Nutrivo comunque la speranza di poter raggiungere i ragazzi».

Ha dovuto interrompersi mentre raccontava quei tragici minuti Hlede, colto dall’emozione: «Ci convivo da due anni», è stata la sua precisazione.
Dopo essersi ripreso ha aggiunto: «Ero in acqua, e quando le forze cominciavano a cedere mi sono girato e ho intravisto i ragazzi. Sono rimasto pietrificato: lì ho capito che non sarei mai riuscito a raggiungerli, avevano l’acqua fino al bacino. L’innalzamento è stato molto rapido».
Hlede quel giorno era l’unico abilitato a entrare in acqua in quelle condizioni estreme. Dopo essere giunto sul posto ha valutato le condizioni di intervento dal Ponte Romano, vedendo i ragazzi con l’acqua fino alle ginocchia. Ha quindi deciso di raggiungere la sponda per tentare un salvataggio d’emergenza.

«Sono arrivato al limite del fiume, mi sono legato, ho salutato i miei figli e ho cercato di salvare quelli degli altri, gettandomi in acqua», ha continuato il vigile del fuoco, dovendo però desistere per la forza della corrente.
Una testimonianza raccolta giovedì 16 luglio nel tribunale di Udine davanti al giudice Daniele Faleschini Barnaba nell’ambito del processo per la morte dei tre ragazzi che vede imputati per omicidio colposo tre vigili del fuoco e un infermiere della Sores.

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