La storia di“Agostina”, la volpe che ruba le ciabatte: «È la malandrina dell’estate»

Da settimane l’animale gira per il paese e trascina via le calzature lasciate davanti alle case, per poi abbandonarle in altri punti del paese

La volpe Agostina in azione
La volpe Agostina in azione

I residenti di Incino (Belluno) l’hanno ribattezzata “Agostina, la volpe malandrina”, perché è comparsa ad agosto e perché ormai da qualche settimana la sera si diverte a rubare le ciabatte che i residenti lasciano fuori dalla porta di casa disseminandole poi in vari punti del paese.

La segnalazione arriva da Lucia Zancanaro, una residente della frazione arsedese, che racconta come la volpe sia diventata un elemento perfettamente integrato nella piccola comunità diventando la protagonista dell’estate.

«Tutto è iniziato qualche settimana fa quando alcuni abitanti svegliandosi al mattino si sono accorti che mancavano delle calzature lasciate la sera prima davanti alla porta di casa: Marisa, Laura, Dario, Renzo hanno trovato una sola ciabatta spaiata abbandonata in mezzo al cortile; Angelo ha notato invece una scarpa insolita sulla stradina davanti a casa, scoprendo poi che era del vicino che abita non lontano da lui.

Lo smarrimento iniziale si è trasformato in stupore nel giro di poco tempo: le calzature mancanti sono state tutte ritrovate intatte a qualche centinaio di metri di distanza, lasciate nei punti più impensabili in giro per il paese».

Sono cominciate le indagini da parte dei residenti: «Le ricerche hanno svelato l’identità del misterioso ladro seriale. Non si tratta di un essere umano, bensì di una volpe particolarmente intraprendente e giocherellona, ribattezzata come “Agostina la volpe malandrina”.

Secondo le testimonianze e i video raccolti, l’animale entra in azione dopo il tramonto; con passo silenzioso, Agostina perlustra viuzze e cortili del paese, incurante della presenza di umani che si godono il fresco della sera, attratta dagli stimoli olfattivi del sudore e degli odori umani presenti nelle calzature».

«Trovata la preda», continua, «la afferra saldamente con la bocca e la trascina in giro per le stradine agendo probabilmente per divertimento. Finito il momento del gioco, la abbandona nei luoghi più bizzarri: sopra i muretti a secco, in mezzo alle vie del paese o in altri cortili».

La mattina a Incino è così diventata il momento del baratto e della restituzione: «I vicini», racconta ancora Lucia, «si incontrano scambiandosi informazioni per ricomporre le coppie di scarpe disperse. Nonostante il piccolo disagio di dover cercare la propria calzatura a qualche centinaio di metri da casa, la comunità ha accolto la volpe malandrina con simpatia e ilarità, trasformando i piccoli furti nel gossip più divertente dell’estate.

La presenza di animali selvatici nei nostri paesi non è cosa nuova; da alcuni anni si notano caprioli, cervi, camosci, lupi avvicinarsi sempre più alle case e anche alla gente in modo disinvolto e piuttosto impavido.

Alcuni di loro arrecano danni negli orti e volpi e faine fanno razzia di galline nei pollai, costringendo gli abitanti a proteggersi dalle loro incursioni».

La simpatica vicenda della volpe malandrina di Incino è un esempio curioso di convivenza tra uomo e natura, ma offre anche lo spunto per un’importante riflessione sul rispetto della fauna locale.

«Gli esperti ricordano che gli animali selvatici non devono mai essere avvicinati né addomesticati. È fondamentale non lasciare cibo a disposizione e non dare loro da mangiare, per evitare che perdano l’istinto naturale della caccia e la diffidenza verso l’uomo. È il modo migliore per proteggerli».

 

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