Cinquant’anni dopo il terremoto del Friuli: il racconto della Rai Fvg

“Il sisma del 1976. Un passato che parla al presente”. A cinquant’anni dal terremoto, la sede Rai del Friuli-Venezia Giulia costruisce, attraverso vari programmi, un lungo racconto di una memoria viva, tra televisione e radio, lingue e generazioni diverse 

Un’immagine storica del terremoto che colpì il Friuli il 6 maggio del 1976
Un’immagine storica del terremoto che colpì il Friuli il 6 maggio del 1976

Friuli, 6 maggio 1976. Non solo memoria. Non solo storie di ricostruzione e resilienza. Ma un’occasione di confronto tra passato, presente e futuro, tra comunità e identità. A cinquant’anni dal terremoto, dalle sue vittime e dalle sue macerie, la sede Rai del Friuli-Venezia Giulia costruisce un lungo racconto di una memoria viva, tra televisione e radio, lingue e generazioni diverse.

In lingua friulana, in particolare «1976. Tiere gnove» (1976. Terre nuove) è un talk firmato da Arianna Zani, e condotto da Nicola Angeli, in onda il 5 e il 12 maggio alle 21.20 su Rai3 bis (repliche l’8 e il 15 maggio alle 21.40). Una riflessione inedita sul terremoto nell’intimità di un piccolo teatro, con una scenografia che restituisce l’immagine di un muro diroccato le cui fessure animano di immagini. Nella prima puntata protagoniste scienza, prevenzione e formazione con geologi, sismologi, esponenti del Fogolâr Furlan di Tokyo, formatori. Nella seconda puntata viene approfondito il lavoro di informazione e comunicazione sul sisma fatto per ragazzi e adulti, e viene raccontata la ricostruzione in una chiave inedita.

Ospiti, Andrea Mocchiutti geologo; Carla Barnaba dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS); Maurizio Tondolo, architetto e direttore Laboratorio Terremoto di Gemona; Giorgio Visintini, tecnico; Lorenzo Cozianin, ex sindaco Ragogna; Massimo Garlatti Costa, regista. Tra i contributi video, quelli di Andrea Mocchiutti, geologo; David Zuliani e Michele Bertoni dell’OGS; Livia Marin e Giada Rossi di Kaleidoscienza; Maurizio Tondolo del Laboratorio terremoto Gemona; Franceschino Barazzutti, ex sindaco Cavazzo Carnico; Lorenzo Cozianin, ex sindaco Ragogna.

Parla invece il linguaggio dello spettacolo, in friulano, «55 secondi», in prima assoluta tv martedì 26 maggio alle 21.20 su Rai 3 bis e in replica venerdì 29 maggio sul canale 810 del digitale terrestre: un’opera musicale prodotta dalla Fvg Orchestra e registrata al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, con oltre cento interpreti tra orchestra, coro, solisti, danza e recitazione, come sintesi scenica dell’identità del territorio. Tra questi i bambini del coro di voci bianche I Pueri Cantores del Duomo di Udine, i giovani ballerini della scuola di danza Axis Danza e il Coro del Friuli-Venezia Giulia.

E ancora, in italiano, il documentario «Sono tornate le rondini – Cinquant’anni dopo: storie e memorie» di Tanja Marmai e Alessandro Spanghero, in onda già il 3 maggio alle 9.15 su Rai3 Fvg e il 6 maggio alle 21.15 su Rai3 bis, ripercorre la tragedia attraverso le voci di chi la visse, da Gemona a Tarcento, da Majano a Pontebba, tra memoria individuale e dimensione collettiva.

Ampio spazio alla ricorrenza del sisma del 1976 anche nei Tg, nei Gr e negli approfondimenti plurilingue della Tgr Friuli-Venezia Giulia, mentre la radio propone un’iniziativa unica nel suo genere: dalle 9.35 alle 17 del 6 maggio, il Prvi program Rtv Slovenija (il primo canale nazionale radio del servizio pubblico radiotelevisivo della Slovenia) e Radio Trst A trasmetteranno in diretta da San Pietro al Natisone. Il luogo prescelto per questa prima esperienza di trasmissione congiunta tra la radio nazionale slovena e la sede Rai Fvg sarà il Museo di paesaggi e narrazioni SMO.

Il programma “visiterà” l’istituto comprensivo bilingue Pavel Petricic con alunni e insegnanti, proporrà le testimonianze storiche di chi ha vissuto in prima persona il terremoto e la ricostruzione, e racconterà l'economia e le attività culturali, che sono il vero motore di sviluppo della comunità slovena locale. Un viaggio in compagnia del collettivo Piuramaura, un quintetto di poetesse pluripremiate, e del gruppo rock Ostajki, vincitori del festival della canzone dialettale Senjam beneške piesmi del 2024.

Sempre in lingua slovena, ma in Tv, il documentario «Il 6 maggio, giovedì» di Martina Repinc, in onda sabato 9 maggio alle 20.55 su Rai3 bis, e «Mikser» (domenica 10 maggio alle 20.55 su Rai 3 bis, con replica il 14 maggio sempre alle 20.55) riportano la memoria del sisma nelle Valli del Natisone, del Torre e della Val Resia. Intervengono l'architetto Renzo Rucli, la presidente del Centro Ricerche Culturali di Lusevera Luisa Cher e il consigliere comunale di lunga data di Breginj (Slovenia) Pavel Tonkli. La conduttrice della trasmissione è Mairim Cheber, in redazione con Nataša Ferletič e Jan Leopoli, che cura anche la regia.

Tornando alla radio, per tutto maggio, il sabato alle 13.40 su Radio Fvg, «Trê voi/Tre sguardi» propone cinque puntate in friulano che raccontano il terremoto da tre prospettive: chi lo ha vissuto, chi lo ha raccontato, chi ha partecipato ai soccorsi.

Il 6 maggio, invece, «A volo radente» (alle 11.20 su Radio Fvg) sarà in diretta da Venzone con Toni Capuozzo, mentre «Punto di domanda» (alle 14.20) coinvolge le scuole. «What a Wonderful World» di Maria Pedone, alle 13:30 di giovedi 7 su Radio 1 a diffusione regionale, ospita il professor Stefano Grimaz, una figura centrale nella gestione moderna del rischio sismico e della resilienza. E «Sconfinamenti» di Massimo Gobessi (6 e 8 maggio) allarga lo sguardo alle connessioni internazionali, tra ricostruzione e memoria.

Il racconto si estende anche alla dimensione sonora con «Il giorno e il dopo», podcast bilingue di Alessandro Venier disponibile su RaiPlay Sound, che – dagli sposi nelle tendopoli ai bambini dell’emergenza – raccoglie storie di rinascita collettiva.

 

Riproduzione riservata © Il Piccolo