Bonus pensione, in Friuli Venezia Giulia si amplia il numero dei beneficiari

La platea per l’assegno regionale da 350 euro è già salita e la giunta regionale lavora a un’ulteriore estensione della norma: quest’anno stanziati dieci milioni. Allo studio ci sono l’incremento dell’importo, ma anche quello del tetto Isee

Riccardo De Toma
Sotto la soglia dei 2.400 euro si colloca oltre il 70% dei pensionati del Fvg
Sotto la soglia dei 2.400 euro si colloca oltre il 70% dei pensionati del Fvg

Aumenti troppo bassi per le pensioni nel 2026? Colpa, si fa per dire, dell’inflazione, che nei primi dieci mesi del 2025 si è assestata secondo l’Istat su un tasso medio dell’1,4 per cento, quello utilizzato a partire da gennaio per la rivalutazione degli assegni.

 

Chi ha una pensione molto bassa, pari o inferiore all’assegno minimo, può consolarsi con il bonus regionale di 350 euro in vigore dal 2025 (anche per l’annualità 2024), che l’anno scorso è stato percepito da quasi 12.500 pensionati con assegni al di sotto dei 603,40 euro.

Quest’anno la platea si allargherà, in virtù della manovra di assestamento estivo 2025, che ha esteso la misura ai titolari di trattamenti di inabilità, più precisamente l’assegno sociale sostitutivo degli assegni previsti dagli articoli 13 e 19 della legge 118/71, persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni con inabilità superiori al 74 per cento. «Si tratta di una platea potenziale di ulteriori cinquemila persone, sempre che siano in possesso si un Isee valido al 31 dicembre 2025», spiega l’assessore al Lavoro e alla famiglia Alessia Rosolen, ribadendo il doppio requisito legato al bonus, un trattamento mensile inferiore o pari alla minima e un Isee inferiore ai 15 mila euro presentato l’anno precedente a quello di erogazione.

Potenziamento

Il pagamento del bonus 2026 è previsto per giugno, ma i cinquemila (potenziali) beneficiari aggiuntivi inclusi in virtù dell’ultimo assestamento estivo si vedranno erogare già a febbraio l’importo relativo al 2025. Nel mirino della giunta, assicura Rosolen, c’è un’ulteriore estensione del bonus, che nel biennio 2024-25 è andato sotto il budget previsto di 15 milioni l’anno.

La somma dei bonus erogati (al netto dei costi di attuazione) ammonta infatti a circa 4,5 milioni l’anno, ma allo studio, spiega Rosolen, c’è un potenziamento. «Per il triennio 2026-28 abbiamo previsto una spesa di 10 milioni l’anno e ci sono tre ipotesi di estensione sulle quali stiamo lavorando: aumento della platea pensionistica, aumento del tetto Isee, incremento dell’importo», conferma l’assessore.

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I bonus previsti dalla Manovra regionale del Friuli Venezia Giulia

Gli aumenti Istat

Dati Inps alla mano, la possibilità di accedere al bonus riguarda potenzialmente 37 mila pensionati in regione sulla base dell’importo dell’assegno. A ridurre la platea effettiva il requisito dell’Isee, necessario, spiega l’assessore, per concentrare l’intervento sulle aree di effettivo bisogno economico. Isee o meno, nessun bonus è previsto per i titolari di pensioni superiori all’importo minimo, che nel 2025 era di 603,40 euro (611,80 nel 2026). Al di sopra di quella soglia l’aumento della pensione è legato esclusivamente alla rivalutazione Istat, che come detto non supera l’1,4 per cento: questa percentuale si applica solo sulle fasce d’importo lordo della pensione fino a 2.413,60 euro (quattro volte la minima), per scendere invece sugli scaglioni successivi, fino a 3.017 euro e altre questa soglia, sui quali l’adeguamento all’inflazione è ridotto. Se una pensione di 2.400 euro lordi, quindi, ha beneficiato a gennaio di un aumento di 33,60 euro (sempre lordi), per quelle d’importo superiore l’incremento è in proporzione un po’ più basso, e scende all’aumentare dell’importo.

Aumenti e redditi

Sempre sulla base dell’Osservatorio Inps sulle pensioni, sotto la soglia dei 2.400 euro si colloca oltre il 70 per cento dei pensionati del Friuli Venezia Giulia, 265 mila su un totale di 356 mila. Tra questi sono circa 37 mila, come detto, quelli titolari di importo pari o inferiore al minimo, che si sono visti confermare quest’anno, oltre all’aumento Istat dell’1,4 per cento, anche la rivalutazione extra dell’1,3 per cento, già erogata nel 2025 e pertanto non percepita come aumento (da qui un importo effettivo in pagamento, per le minime, di 619,80 euro, più alto di quello di legge).

Sono invece 91 mila i titolari di assegni di importo superiore ai 2.413,60 euro, penalizzati dal taglio della rivalutazione, che si applica però solo sugli scaglioni d’importo più alti (quattro o cinque volte oltre il trattamento minimo), contrariamente a quanto avveniva fino al 2024, quando la ridotta perequazione si applicava all’intera pensione.

Oggi, invece, sui primi 2.413 euro di pensione l’aumento dell’1,4 per cento è riconosciuto a tutti. Sulle successive fasce l’incremento scende rispettivamente all’1,26 per cento (tra 2.413 e 3.017 euro) e all’1,05 per cento per la fascia eccedente i 3.017 euro.

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