Cantieri sulla Udine-Tarvisio, treni a singhiozzo fino al 2028: allarme per i disagi in Friuli

Confronto tra l’assessore regionale Amirante, Rfi e operatori in vista dei lavori che interesseranno la linea per tre volte: «Sul Brennero garantiti 150 convogli a settimana, la metà dell’intero traffico regionale»

Massimo Pighin

La linea ferroviaria Udine-Tarvisio resterà chiusa per lavori di ammodernamento della rete dal 22 agosto al 20 settembre. E poi, ancora, per 44 giorni nel 2027 e per due mesi nel 2028. Tre interruzioni che comporteranno, inevitabilmente, disagi per i passeggeri e, soprattutto pesanti ripercussioni per il traffico merci. E proprio su quest’ultimo tema si è concentrato l’incontro che si è tenuto lunedì 23 febbraio all’Interporto di Pordenone, per fare il punto.

Il confronto è stato convocato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, presente assieme ai dirigenti di Rfi per dialogare con operatori ferroviari, autorità portuali, Interporti regionali e imprese.

Una chiusura totale che sarà replicata nel 2027, dal 26 maggio al 9 luglio, e nel 2028, dal primo settembre al 30 novembre. Uno scenario rispetto al quale gli operatori hanno espresso forti preoccupazioni, temendo di vedere messa a rischio una fetta di mercato.

Le linee alternative copriranno il 50% di quelle garantite attualmente, ovvero saranno 150 i treni a settimana. Il Brennero è adatto per coprire le tratte verso ovest, le preoccupazioni principali degli operatori riguardano le tratte verso est stante la difficoltà nel trovare un’intesa per utilizzare la rete delle ferrovie slovene. «Le interruzioni programmate tra metà agosto e metà settembre lungo la linea ferroviaria Udine-Tarvisio impongono una gestione preventiva e condivisa dell’impatto sul traffico merci, oltre che su quello passeggeri – ha dichiarato Amirante –. Per quanto riguarda il segmento cargo, l’alternativa dovrà necessariamente essere individuata lungo l’asse del Brennero. Per questo abbiamo convocato un confronto, che si è dimostrato molto utile, così da definire per tempo soluzioni operative in grado di garantire continuità ai flussi logistici del Friuli Venezia Giulia».

Nell’incontro è stato evidenziato, appunto, come l’interruzione totale della tratta comporti criticità rilevanti per il sistema merci regionale, fortemente connesso ai traffici dei tre porti e dei quattro interporti. «La Regione si è attivata immediatamente – ha spiegato Amirante – per coinvolgere tutti gli operatori ferroviari che movimentano merci su rotaia, al fine di valutare con Rfi le modalità per ridurre al minimo l’impatto della sospensione. L’ipotesi alternativa è il valico del Brennero, sul quale saranno garantiti 150 treni a settimana, circa la metà del traffico regionale, sui quali fin da subito Rfi ha chiesto a imprese e sistema logistico Fvg di indicare le priorità al fine di assicurare le adeguate tracce ferroviarie alternative».

Interessate, rispetto alle direttrici alternative, anche Pordenone e Sacile. L’obiettivo condiviso è pianificare in anticipo la rimodulazione dei flussi, così da consentire alle imprese di organizzare per tempo le proprie catene logistiche e limitare le ricadute economiche sul sistema produttivo regionale. «A breve – ha aggiunto Amirante – sarà convocata la Cabina di regia regionale del trasporto e logistica per compiere le valutazioni necessarie in vista delle rimodulazioni, ma anche per cominciare a porre le basi su proposte da avanzare a Rfi, esplorando tutte le alternative possibili, per le interruzioni previste nel biennio 2027-28 al fine di mitigare il più possibile i contraccolpi per il sistema logistico regionale».

Traffico passeggeri: Amirante ha annunciato l’avvio, nelle prossime settimane, di un confronto con Trenitalia per definire le misure sostitutive. «Valuteremo tutte le soluzioni possibili a partire dall’istituzione di servizi autobus sostitutivi per l’intera durata dei lavori».

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