Carceri, droni contro la droga: a Trieste nasce "la voliera" per blindare il Coroneo

Il sottosegretario Delmastro in visita ai penitenziari del Fvg: «Reti sopra i cortili per fermare le consegne dei criminali, modello da esportare».

Valeria Pace

Amazon ancora in Italia non manda i pacchi a casa con i droni ma i criminali invece provano a introdurre droga e telefonini in carcere con i velivoli senza pilota. «Centinaia i voli ogni notte su tutti i nostri istituti in Italia», ha affermato il sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri Andrea Delmastro, oggi (venerdì 6 febbraio) in visita ai penitenziari di Trieste e Gorizia.

Il sottosegretario Delmastro illustra l'utilizzo dei droni contro lo spaccio di droga

Parte dal Coroneo la strategia di contrasto al fenomeno a basso contenuto di tecnologia ma ad alta efficienza e costi ridotti: "la voliera", una rete installata sopra il cortile del carcere che «ha portato a zero negli ultimi 3 mesi i casi», ha annunciato Delmastro che ha voluto attendere un periodo di rodaggio prima di dare notizia alla stampa del dispositivo.

«Stiamo investendo milioni di euro in postazioni fisse antidrone e fuciletti mobili per portare a terra i velivoli. Visto il successo sperimentato a Trieste porteremo questa soluzione in altre strutture con caratteristiche idonee».

Trieste è stata scelta appunto perché gli spazi esterni tutto sommato ridotti consentono l'installazione di reti. Numeri su quanti casi di consegne ad alta tecnologia si sono verificati? «Per motivi di sicurezza non si può dire», replica Delmastro. Trieste, ad ogni modo, assicura, non era uno dei luoghi caldi per i traffici con droni: «Il problema è particolarmente spiccato in Campania».

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