Inaugurata al Cro di Aviano la tomoterapia: il macchinario da 8 milioni di euro è la nuova frontiera per le cure oncologiche

Entrerà in funzione la prossima settimana, nel 2027 al via la protonterapia. Il direttore Mascarin: «Ci consentirà di aumentare la precisione delle terapie»

Edoardo Anese
La cerimonia di inaugurazione della nuova tomoterapia ad Aviano, alla presenza dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi
La cerimonia di inaugurazione della nuova tomoterapia ad Aviano, alla presenza dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi

Il Cro apre le porte a una nuova frontiera dell’oncologia, nella quale innovazione tecnologica e centralità della persona si intrecciano come filo rosso nello sviluppo dei percorsi di cura. Non soltanto una questione di macchinari sempre più sofisticati, ma la capacità di trasformare l’alta tecnologia in medicina di precisione, modellata sui bisogni di ogni singolo paziente. Un passo avanti deciso, che anticipa l’apertura dell’attesa protonterapia: l’auspicio è di poter trattare i primi pazienti tra un anno.

L’arrivo in Istituto della nuova tomoterapia è stato possibile grazie a un finanziamento regionale di 8 milioni di euro. Si tratta di un macchinario di ultima generazione, ancora più preciso, efficace e in grado di offrire nuove e migliori opportunità di cura ai pazienti. Lunedì mattina, «in una giornata di festa», come l’ha definita l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, è stata inaugurata la nuova macchina, che entrerà in funzione la prossima settimana. Tra i presenti anche il direttore generale Giuseppe Tonutti, il direttore scientifico Gustavo Baldassarre e i consiglieri regionali Carlo Bolzonello (Fedriga presidente), Andrea Cabibbo (Fi) e Lucia Buna (Lega).

È spettato ai professionisti del Cro l’onere di presentare le novità introdotte dalla nuova tomoterapia. «La nuova macchina sostituisce il precedente sistema, attivo dal 2006, con una tecnologia di ultima generazione che eleva ulteriormente la precisione delle cure», ha riferito il direttore dell’Oncologia Radioterapica Maurizio Mascarin. In vent’anni, dal 2005 al 2025, grazie al vecchio macchinario sono stati erogati 80 mila trattamenti su 6 mila pazienti, di cui 410 in età pediatrica.

I lavori di adeguamento dei locali, la sostituzione e la messa in attività del nuovo macchinario, partiti a novembre 2025, sono durati, come da programma, sei mesi. Non soltanto un occhio di riguardo all’innovazione ma anche all’umanizzazione delle cure. Le pareti della stanza che ospita le macchine, infatti, sono state decorate con immagini dell’unicorno e dei boschi del Friuli, donate dall’associazione Pier Pura Energia d’Amore.

Per l’assessore Riccardi non è stata soltanto una giornata di festa, ma anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Risultati come questo non arrivano a caso – ha detto –: sono figli di scelte che spesso ti portano a essere contestato, su tutte l’approvazione della rete oncologica e la scelta del direttore unico tra Asfo e Cro». L’Istituto, grazie anche all’istituzione delle scuole di specializzazione, ha la strada tracciata, ha sottolineato Riccardi. «La Regione ha avuto il coraggio, dopo anni di scelte non prese, di approvare la rete oncologica regionale – ha concluso –. È un esempio concreto di cosa significhi governare: assumersi responsabilità, affrontare i contrasti e proseguire con determinazione per garantire il benessere e la sicurezza dei cittadini».

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