Sulle piste del Fvg 56 mila sciatori in più: la Regione pensa di aumentare i prezzi degli skipass giornalieri
In aumento gli ingressi nei comprensori regionali: l’incremento più netto a Forni di Sopra-Sauris e a Piancavallo. L’assessore Bini: «Tariffe ferme da quattro anni, valutiamo un aumento per la prossima stagione invernale»

Più di dieci milioni di passaggi, 966 mila nuovi ingressi e segni più per tutti i poli sciistici. La politica low-cost sugli skipass spinge all’insù i numeri della stagione bianca, che si avvia a alla chiusura con il +5 per cento di incassi e i +6,3 per cento di sciatori rispetto all’inverno precedente. «L’obiettivo è di continuare ad offrire i prezzi più competitivi dell’arco alpino», ha detto martedì 24 marzo l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, presentando i numeri assieme al direttore di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni.
Mantenere la politica dei prezzi bassi, però, non escluderà ritocchi che, anzi, sono da ritenersi inevitabili per la prossima stagione. Non soltanto in relazione alle spinte inflazionistiche e in particolare ai costi energetici, ma anche per provare ad alzare il target di mercato.

Aumenti in vista
«Ormai da quattro anni – così Bini – le tariffe degli skipass in Friuli Venezia Giulia sono invariate, a differenza di quanto accade in altri comprensori italiani, che registrano aumenti, anche significativi, anno su anno. La nostra politica dei prezzi ha portato risultati significativi e l’obiettivo è di proseguire su questa strada anche in futuro. Tuttavia, vista la riconosciuta qualità dell’offerta sulle nostre piste e visto il mutato contesto di costi energetici ed inflazione, assieme ai tecnici di PromoTurismoFvg verrà fatta una valutazione circa un possibile aumento delle tariffe a partire dalla prossima stagione invernale».
Strategie che aveva anticipato lo stesso presidente Massimiliano Fedriga, annunciando «una differenziazione strategica volta a valorizzare chi sceglie di soggiornare nelle nostre strutture».
Da un lato aumenti, quindi, dall’altro premi per chi soggiorna in montagna: un gruppo di lavoro, secondo quanto filtra da Palazzo, sta studiando i criteri da adottare sia sul tema del prezzo, individuando anche meccanismi di “pricing dinamico” per incentivare prevendite e prenotazioni, sia per legare i costi a permanenza, residenza e pernottamenti.
Tutto questo nella convinzione che, conclusa la fase della promozione dei poli regionali, si possa puntare ora su una fascia di clientela più alta.
I risultati
I primi ingressi, su base tendenziale, sono aumentati del 14,2 per cento a Forni di Sopra-Sauris, dell’8,9 per cento a Piancavallo, del 5,6 per cento a Sappada-Forni Avoltri, del 2,2 a Sella Nevea, del 7,7 a Tarvisio e del 2,6 per cento nel comprensorio Ravascletto-Zoncolan. «Stiamo investendo da tempo risorse come mai è stato fatto in Fvg nelle campagne promozionali, con effetti positivi su corregionali, turisti italiani e stranieri», ha detto l’assessore.
Tra i fattori vincenti, oltre a promozione e skipass low-cost, anche «l’attenzione alle famiglie, con oltre il 50 per cento di Cartaneve acquistata con il pacchetto famiglia, e le oltre 500 attività proposte». Segni più, come detto, anche per Tarvisio, nonostante le due settimane di stop per la Di Prampero, chiusa dal 7 al 20 gennaio per poter ospitare le gare di Coppa del Mondo (17-18 gennaio), che però hanno portato in dote visibilità e oltre 4 mila pernottamenti.
Montagna, mare e città
Nell’arco di tutto il 2025 le presenze in montagna sono state 1.317.759: dato ancora basso rispetto al totale del turismo Fvg (11 milioni), ma con una crescita più marcata: il +8,4 per cento, a fronte di un dato generale del +6,5, cui hanno contribuito soprattutto le città (+11,5), mentre il mare (+4,5 per cento) ha abbassato la media. L’auspicio, ha detto Bini, è di confermare la tendenza anche in estate, «perché la nostra montagna si può godere 365 giorni all’anno e su questa estensione dell’offerta ci stiamo applicando da anni con determinazione e tenacia».
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