Neve e ghiaccio lungo le strade, rischio valanghe sui monti del Friuli Venezia Giulia

In Alto Friuli numerosi interventi da parte di Fvg Strade ed Edr per sbloccare la circolazione durante tutto il giorno. Precipitazioni copiose tra Carnia, val Canale e Sappada. Sconsigliate le escursioni per l’allerta alta

Timothy Dissegna
Mezzi di Fvg Strade sulla Regionale 355 della Val Degano
Mezzi di Fvg Strade sulla Regionale 355 della Val Degano

Le montagne friulane hanno affrontato una giornata di neve incessante e strade trasformate in tracciati ghiacciati. Un clima arrivato all’indomani della valanga che ha coinvolto due sciatori a Sella Nevea, fortunatamente illesi, tenendo alta l’allerta sulla stabilità del manto bianco.

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Una nevicata persistente ha imbiancato così Forni Avoltri, Piani di Luzza e Sappada, rendendo la circolazione un’impresa. Lungo le arterie più alte, auto e camion sono rimasti bloccati, complice anche alcuni mezzi privi delle catene o degli pneumatici necessari, costretti ad attendere l’intervento dei mezzi spartineve in un paesaggio reso uniforme dal bianco.

Circolazione difficile

La risposta delle squadre di Fvg Strade ed Edr è proseguita lungo tutta la giornata. Fin dalle prime ore, mezzi spargisale e scavatori sono stati dispiegati sui tratti critici. In val Canale, sulla statale 13 Pontebbana hanno operato tra Pontebba e il confine di Stato non appena la neve ha iniziato ad accumularsi.

Il settore più impegnativo è stato quello della Carnia, lungo la Sr 465 per la Forcella Lavardet, dove gli accumuli hanno toccato localmente i 30 centimetri, richiedendo l’intervento a pieno regime delle macchine. Anche l’Alta val Tagliamento e la val Degano hanno richiesto attenzione costante: sulla statale 52 Carnica verso Passo Mauria e sulla regionale 355 verso Sappada, i passaggi di spargisale e spartineve hanno contrastato accumuli fino a 10 centimetri.

Operazioni simili hanno interessato la Sr 646 di Uccea, diretta al confine sloveno. Per l’Edr, il direttore della viabilità Marco Domenghini ha spiegato che «sono state attivate una decina di ditte in appalto. Il trattamento con sale sta dando buoni risultati».

Rischio valanghe ancora elevato

Sullo sfondo di questi disagi viari, il pericolo più grave, quello valanghivo, è rimasto palpabile. Il bollettino odierno della Protezione civile ha mantenuto il grado di allerta a livello “forte” anche per i prossimi giorni sconsigliando le escursioni.

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Il manto nevoso viene descritto come instabile e variabile, con la neve fresca e ventata che poggia su strati fragili più profondi, soprattutto nei pendii ombreggiati. I tecnici segnalano che sono possibili valanghe spontanee di grandi dimensioni, capaci di coinvolgere gli strati profondi del manto.

Il rumore di “whumph” sotto i piedi o le fessure che si propagano nella neve restano i segnali più chiari di un terreno pronto a cedere.

Le previsioni

La tendenza per giovedì indica un lieve calo del pericolo, ma la situazione richiede ancora la massima prudenza.

Nelle prossime ore, rileva ancora la Protezione civile, sono attese piogge da abbondanti a intense e fiocchi abbondanti in montagna. Mercoledì, invece, la quota neve nelle ore centrali era a 500 metri, progressivamente alzatasi.

I cumulati dalla mezzanotte risultano attorno ai 25-50 centimetri sulle Prealpi, specie su quelle Carniche sopra i 1500 metri circa; tra i 20 e i 30 centimetri tra Forni di Sopra, Sauris e nella zona di Sella Nevea; tra i 10 e i 20 centimetri su tutta la fascia alpina più interna. —

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