Terapie agevolate alle Terme Romane di Monfalcone: si sblocca l’impasse
Via libera all’accreditamento atteso da mesi: ticket ed esenzioni per quasi 2.000 persone titolari di un’impegnativa. Ma la metà delle prescrizioni risulta errata e andrà rifatta

Non sono mai stati così in attesa. Però, alla fine, la svolta è arrivata: da venerdì le 1.920 impegnative di altrettante persone bisognose di terapie riabilitative in regime di convenzione con il sistema sanitario nazionale e regionale, raccolte dalla direzione delle Terme Romane, potranno trovare soddisfazione. Con decreto del 18 marzo, a seguito della visita della competente commissione coordinata da Rosario Blanco, punto di riferimento chiave per tali autorizzazioni in Regione, il polo di cure e wellness al Lisert gode nuovamente dell’accreditamento. Mancava, tuttavia, il disco verde burocratico all’utilizzo del budget sanitario concesso a ogni stabilimento o impianto termale in convenzione nel Friuli Venezia Giulia. Che, proprio venerdì, è arrivato via pec con la sigla del relativo accordo. Insomma, via libera a ticket ed esenzioni sanitarie per le terme di Monfalcone. Una tappa importante dalla riapertura avvenuta il 3 novembre scorso, dopo il massiccio intervento manutentivo straordinario.

La svolta
A comunicare la bella notizia, attesa da quella fascia di popolazione che necessita di tali servizi, è la direttrice operativa Fabiana Rea. Dal riavvio, lo scorso autunno, «più di 18.000 prestazioni sono state fin qui erogate». E per ovviare all’accreditamento che tardava (cinque mesi per ottenerlo, altri tre per rendere attingibile il budget), su cui «si è molto lavorato», le Terme Romane hanno «applicato una forte scontistica per venire incontro a chi ha reddito inferiore ai 36.000 euro». «Infatti si sono abbassati i prezzi di listino», spiega Rea, «del 40-50%». «Ora però, con questo passaggio», sempre la direttrice, «la categoria di utenza con esenzione totale, portatrice di patologie croniche o disabilità, potrà ricevere la balneoterapia o l’inalazione, le due prestazioni qui in convenzione, a zero ticket» o, «con esenzione parziale, a 3,10 euro per un ciclo di 12 sedute l’anno». Invece di 55 euro la spesa per chi supera i citati 36.000 euro.
Il fabbisogno
Che vi sia stato un fabbisogno da colmare, lo si evince dai numeri raccolti da Rea: «Sono già arrivate 1.920 impegnative». Le ha contate e impilate da quando è arrivata la conferma dell’accreditamento, sicché da venerdì le agende si stanno progressivamente riempendo. Una circostanza annotata dalla direttrice è che, purtroppo, una buona parte - lei stima «circa la metà» - delle prescrizioni risulta errata. Imprecisioni che costringono il paziente, spesso anziano, a tornare dal medico di base, con aggravio di tempo e sforzi. «Per esempio», chiarisce, «viene apposto un numero di sedute diverso da quello autorizzato, cioè 12 al massimo in esenzione», sicché «sarebbe utile un incontro con i dottori», nella consapevolezza che a fronte della mole di lavoro una svista può capitare, «per veicolare l’informazione corretta». «L’attività alle Terme», conclude Rea, «è in ripresa: a settembre i numeri saliranno decisamente. Del resto l’acqua che qui arriva dalla fonte a 39-40 gradi è un unicum in regione, pure per potenza: ho visto persone con serie difficoltà deambulatorie tornare a camminare dopo solo tre sedute di balneoterapia. S’è assistito all’aumento di accessi nella parte ludica e fisioterapica, qui in particolare da clienti triestini, rimasti privi della loro piscina». Infine a quanti, causa pregresse chiusure, non sono riusciti a ultimare i pacchetti di sedute già pagate è consigliabile rivolgersi alla segreteria, che cerca di soddisfare, ove si può, l’ottimale soluzione.
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