Barche, motori e satelliti: ecco i lavori dei team di UniTs esposti alla Barcolana

UniTs porta alla Barcolana le esperienze dei suoi team tra mare, terra e spazio. Tre storie, tre studenti e tre squadre che porteranno in mostra, da giovedì 8 ottobre, il lavoro di un anno: Audace Sailing Team in acqua, UniTs Racing Team sulla terra, Astreo nel cielo

Il Racing Team di UniTs
Il Racing Team di UniTs

Enrico De Martin, 21 anni, studia ingegneria elettronica ed è alla guida di un team che costruisce barche a vela. Francesco Sulli, 23 anni, all’ultimo anno di fisica, con i compagni assembla un satellite grande come una scatola da scarpe. Matteo Kalinger, 22 anni, studia ingegneria industriale e dirige un gruppo di 100 persone che lavora su una monoposto elettrica.

Tre storie, tre studenti e tre squadre che alla Barcolana porteranno in mostra, da giovedì 8 ottobre nello stand UniTs, il lavoro di un anno: Audace Sailing Team in acqua, UniTs Racing Team sulla terra, Astreo nel cielo. È la stessa verticale, dal mare allo spazio, scelta dall’ateneo come filo conduttore del programma che proporrà in occasione della regata velica.

Per tutti e tre, questo apprendistato in team insegna prima di tutto a comunicare tra persone con competenze diverse. «Nel nostro gruppo un ragazzo che lavora sull’elettronica del veicolo deve parlare con uno che si occupa della sua dinamica», dice Kalinger, «e capire che ogni cambiamento ha conseguenze sugli altri elementi della vettura». Sulli lo dice in termini quasi identici: «Una scelta di chi si occupa di elettronica può avere conseguenze sulla struttura, sul software, sull’energia disponibile o sulla missione scientifica».

De Martin parla invece di competenze che «non si possono imparare da nessun’altra parte se non sul campo»: gestire un reparto, trattare con gli sponsor, tenere insieme le scadenze.

Oltre a questo, c’è anche un sapere tecnico che in aula non si acquisisce: gli ingegneri navali dell’Audace Sailing Team, per esempio, si specializzano nella simulazione delle appendici che fanno “volare” la barca, un ambito che i corsi non prevedono. Sono molte le tesi di laurea che nascono da queste attività sul campo.

Audace conta oggi 70 studenti, dagli ingegneri agli economisti, e ha appena chiuso una stagione da incorniciare: con Neverina, il foiling Moth che si potrà ammirare allo stand UniTs, costruito con Pet riciclato, resine bio-based, lino e basalto, ha vinto la categoria progetto e le regate alla SuMoth Challenge, arrivando seconda nella classifica generale.

Meno fortunata la 1001VelaCup con la storica Lina Rossa, fermata da un problema all’armo. Sabato, allo stand di UniTs, è in programma un incontro tra James Spithill, due volte vincitore dell’America’s Cup, e i ragazzi del team.Il Racing Team, invece, composto da 100 ragazzi e ragazze di formazione diversa, ha portato quest’anno la sua monoposto elettrica, Minerva Evo, a superare tutte le ispezioni tecniche ed elettriche al primo colpo nella categoria elettrica della Formula Sae Italy. Ha anche ottenuto il secondo titolo di fila per il miglior video promozionale, e un impianto frenante è diventato tesi di laurea. La vettura sarà presentata venerdì alle 18.30.

Astreo, 60 studenti da sette dipartimenti, lavora a Kessler, un nanosatellite per rilevare detriti spaziali in orbita bassa con un radar miniaturizzato e una struttura in tecnopolimeri stampati in 3D. Il gruppo sviluppa anche un rover, che metterà in mostra insieme al satellite. Allo stand si potranno provare i visori per la realtà virtuale di Astreo e un simulatore di guida. Mare e spazio sembrano mondi lontanissimi, ma per Sulli non lo sono affatto: «Hanno parecchi punti in comune: navigazione, autonomia, telecomunicazioni, sensoristica, gestione del rischio, e soprattutto la sostenibilità di ambienti le cui risorse non possono essere considerate infinite».

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