Barcolana, le barche in arrivo agli ormeggi giusti: ci pensano gli studenti

Trieste si prepara a riempirsi di vele in vista di Barcolana 58 e gli studenti aiutano: quelli di Nautico e Galvani saranno impegnati nel servizio Follow Me, il sistema di assistenza e accompagnamento agli ormeggi coordinato con la Svbg

Lorenzo Degrassi
Una parte dei ragazzi del Nautico che saranno impegnati nell’attività (Foto Andrea Lasorte)
Una parte dei ragazzi del Nautico che saranno impegnati nell’attività (Foto Andrea Lasorte)

Mentre Trieste si prepara a riempirsi di vele in vista di Barcolana 58, c'è una squadra che lavora lontano dai riflettori, ma il cui contributo è fondamentale per mettere ordine nel grande mosaico di barche nel golfo. Sono gli studenti dell'Istituto Nautico e del Galvani impegnati nel servizio Follow Me (Seguimi), il sistema di assistenza e accompagnamento agli ormeggi coordinato con la Svbg.

Un'ottantina di ragazzi del triennio, dieci classi coinvolte, una macchina organizzativa che, da martedì prossimo a domenica 11 ottobre, trasforma la teoria studiata sui banchi in esperienza concreta di navigazione, comunicazione e responsabilità.

Il grosso del lavoro si concentra tra il venerdì e il sabato antecedenti la regata, quando gli arrivi delle imbarcazioni si moltiplicano e le banchine si riempiono. «L'attività si struttura in tre fasi - spiega il dirigente scolastico dei due istituti Francesco Fazari -: quella logistica, che gestisce via radio tutto il team; le squadre di terra, divise nei vari bacini del golfo; e il recupero delle barche da portare ai posti assegnati, forse il lavoro più complesso».

Una catena operativa in cui ogni passaggio deve funzionare alla perfezione. Il principio è semplice, ma applicarlo richiede preparazione e coordinamento: ogni barca iscritta alla Barcolana riceve un numero di partecipazione che consente agli operatori di individuarne la destinazione.

Da Porto Lido alla Sacchetta e alle aree di Porto Vecchio, ciascuna imbarcazione ha un approdo prestabilito. «Quando la barca si avvicina a Trieste, ci comunica il numero e noi sappiamo in quale porticciolo dovrà attraccare», racconta Marco Minerva, referente del progetto per l'Istituto Nautico. La base logistica riceve le comunicazioni e smista le informazioni alle squadre operative. A quel punto entrano in azione i gommoni che raggiungono le imbarcazioni e le accompagnano all'ormeggio assegnato: attività che per certi aspetti ricorda quella svolta dalle pilotine con le navi in arrivo.

Un rapporto consolidato anche attraverso la formazione preventiva, organizzata assieme a Svbg e a Lega Navale. A bordo dei gommoni è previsto un tutor ogni quattro studenti, a terra il rapporto è di uno ogni otto. Tutti indossano il giubbotto di sicurezza con la scritta Follow Me, segno distintivo di un servizio ormai entrato stabilmente nell'organizzazione della regata. I ragazzi si alternano in due turni, mattutino e pomeridiano.

Le attività consentono agli studenti di mettere in pratica quanto imparato nel percorso scolastico: e gli ormeggi diventano una palestra in cui sperimentare i diversi tipi di nodi, le tecniche di manovra e le regole della sicurezza.

«Il fattore sociale è importante - evidenzia Minerva - e questa esperienza aiuta i ragazzi a crescere non solo dal punto di vista scolastico, ma anche personale. Imparano a collaborare, a gestire situazioni impreviste, a mettere in primo piano la sicurezza propria e degli altri».

Una partecipazione che, assicura Fazari, registra ogni anno un'ottima risposta degli studenti. «Cerchiamo di aiutare a mettere Trieste al centro di quello che è il suo mare, che spesso in questa città non è vissuto come risorsa». Accanto alle classi del triennio del Nautico sono coinvolti gli studenti degli audiovisivi del Galvani. A confermare il valore della collaborazione è Massimo Jenko, direttore mare della Svbg, che segue i rapporti con gli studenti.

«È una bellissima iniziativa che va avanti da ormai tanti anni. Ogni anno arrivano 80-90 ragazzi del triennio, delle quarte, quinte e qualche terza. È un'operazione fondamentale perché tramite il loro supporto tutte le barche in arrivo raggiungono ordinatamente gli approdi giusti».

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