Barcolana, le barche in arrivo agli ormeggi giusti: ci pensano gli studenti
Trieste si prepara a riempirsi di vele in vista di Barcolana 58 e gli studenti aiutano: quelli di Nautico e Galvani saranno impegnati nel servizio Follow Me, il sistema di assistenza e accompagnamento agli ormeggi coordinato con la Svbg

Mentre Trieste si prepara a riempirsi di vele in vista di Barcolana 58, c'è una squadra che lavora lontano dai riflettori, ma il cui contributo è fondamentale per mettere ordine nel grande mosaico di barche nel golfo. Sono gli studenti dell'Istituto Nautico e del Galvani impegnati nel servizio Follow Me (Seguimi), il sistema di assistenza e accompagnamento agli ormeggi coordinato con la Svbg.
Un'ottantina di ragazzi del triennio, dieci classi coinvolte, una macchina organizzativa che, da martedì prossimo a domenica 11 ottobre, trasforma la teoria studiata sui banchi in esperienza concreta di navigazione, comunicazione e responsabilità.
Il grosso del lavoro si concentra tra il venerdì e il sabato antecedenti la regata, quando gli arrivi delle imbarcazioni si moltiplicano e le banchine si riempiono. «L'attività si struttura in tre fasi - spiega il dirigente scolastico dei due istituti Francesco Fazari -: quella logistica, che gestisce via radio tutto il team; le squadre di terra, divise nei vari bacini del golfo; e il recupero delle barche da portare ai posti assegnati, forse il lavoro più complesso».
Una catena operativa in cui ogni passaggio deve funzionare alla perfezione. Il principio è semplice, ma applicarlo richiede preparazione e coordinamento: ogni barca iscritta alla Barcolana riceve un numero di partecipazione che consente agli operatori di individuarne la destinazione.
Da Porto Lido alla Sacchetta e alle aree di Porto Vecchio, ciascuna imbarcazione ha un approdo prestabilito. «Quando la barca si avvicina a Trieste, ci comunica il numero e noi sappiamo in quale porticciolo dovrà attraccare», racconta Marco Minerva, referente del progetto per l'Istituto Nautico. La base logistica riceve le comunicazioni e smista le informazioni alle squadre operative. A quel punto entrano in azione i gommoni che raggiungono le imbarcazioni e le accompagnano all'ormeggio assegnato: attività che per certi aspetti ricorda quella svolta dalle pilotine con le navi in arrivo.
Un rapporto consolidato anche attraverso la formazione preventiva, organizzata assieme a Svbg e a Lega Navale. A bordo dei gommoni è previsto un tutor ogni quattro studenti, a terra il rapporto è di uno ogni otto. Tutti indossano il giubbotto di sicurezza con la scritta Follow Me, segno distintivo di un servizio ormai entrato stabilmente nell'organizzazione della regata. I ragazzi si alternano in due turni, mattutino e pomeridiano.
Le attività consentono agli studenti di mettere in pratica quanto imparato nel percorso scolastico: e gli ormeggi diventano una palestra in cui sperimentare i diversi tipi di nodi, le tecniche di manovra e le regole della sicurezza.
«Il fattore sociale è importante - evidenzia Minerva - e questa esperienza aiuta i ragazzi a crescere non solo dal punto di vista scolastico, ma anche personale. Imparano a collaborare, a gestire situazioni impreviste, a mettere in primo piano la sicurezza propria e degli altri».
Una partecipazione che, assicura Fazari, registra ogni anno un'ottima risposta degli studenti. «Cerchiamo di aiutare a mettere Trieste al centro di quello che è il suo mare, che spesso in questa città non è vissuto come risorsa». Accanto alle classi del triennio del Nautico sono coinvolti gli studenti degli audiovisivi del Galvani. A confermare il valore della collaborazione è Massimo Jenko, direttore mare della Svbg, che segue i rapporti con gli studenti.
«È una bellissima iniziativa che va avanti da ormai tanti anni. Ogni anno arrivano 80-90 ragazzi del triennio, delle quarte, quinte e qualche terza. È un'operazione fondamentale perché tramite il loro supporto tutte le barche in arrivo raggiungono ordinatamente gli approdi giusti».
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