Barcolana, “Women in sailing” da laboratorio a modello per la parità di genere nella vela

Il progetto di Generali diventa un esempio nei percorsi della Fiv: l’idea unisce la regata del venerdì a percorsi di alta formazione per valorizzare il talento delle donne al vertice

Marco Fachin
Un equipaggio misto in regata in uno degli anni passati
Un equipaggio misto in regata in uno degli anni passati

La conclusione di un percorso, che tuttavia non significa certo disimpegno, ma al contrario rappresenta un punto di partenza verso traguardi ancora più ambiziosi. D’altronde tra Generali e Barcolana il connubio va avanti da anni e appare indissolubile, anche a fronte degli obiettivi ottenuti nelle avventure insieme.

Uno dei capisaldi della cooperazione che accomuna la regata simbolo della città e la holding del Leone marciano è relativa alla parità di genere. Concetto che nella visione e nella mission delle due realtà non rimane sulla carta e basta, ma trova riscontri e risultati tangibili.

Era il 2019 quando dalla joint venture è nato il progetto “Women in sailing”, ideato con la finalità di superare le barriere attraverso la pratica sportiva. Giunto nel 2026 alla 6ª edizione, prevede già dalla sua creazione l’assegnazione di un premio al sodalizio misto con una donna a ricoprire un ruolo di leadership e a tagliare per primo la finish line della Coppa d’Autunno.

Alla vincitrice viene consegnata un’opera in vetro concepita dall’antichissima e iconica fornace muranese Barovier (nel segno di una grande designer e imprenditrice ante litteram del XV secolo come Marietta) e un training personalizzato in materie di management alla Generali excellence academy. Dopodiché il tutto si è arricchito con una vera e propria gara dedicata, da disputare il venerdì precedente (quest’anno è in programma il 9 ottobre) rispetto all’happening principale della domenica.

Il fine dell’iniziativa è quello di aumentare il numero delle veliste in posizioni decisionali non solo nella prestigiosa vetrina giuliana, ma in ogni competizione velica. Una sorta di laboratorio che di recente ha compiuto un ulteriore, fondamentale passo a determinarne la consacrazione, entrando nell’iter di formazione della Federazione italiana vela per i nuovi tecnici di secondo e terzo livello. Un riconoscimento istituzionale.

Per Adriano Filippi (che presiede la XIII zona Fiv) «si sentiva la necessità di intervenire nell’ambito da tempo, dato che gli equipaggi misti sono una presenza ormai sensibile e in costante incremento. Il nostro compito sarà focalizzarci sull’acquisizione di tale tipo di competenze da parte degli allenatori che si occupano delle giovanili e delle categorie da deriva, mentre all’altura si interesseranno i due protagonisti dell’accordo originario».

Parole di soddisfazione pure da Andrea Sironi, presidente di Generali: «Diamo vita ad attività che possano avere un impatto positivo sulle comunità. Perciò siamo felici che “Women in sailing” sia cresciuto così tanto, fino a essere incluso come oggetto di studio per i coach su scala nazionale. Vogliamo promuovere le squadre mixed e fare in modo che sempre più ragazzi abbiano la chance di scegliere liberamente la loro strada, dagli inizi e provando poi a raggiungere i vertici delle classi olimpiche».

Gli fa eco Mitja Gialuz, numero uno della Società velica di Barcola e Grignano: «La collaborazione dimostra che Barcolana non è giusto un grande e attesissimo appuntamento, ma una fucina capace di portare cambiamenti concreti nel mondo della vela. Cerchiamo di favorire le condizioni perché gli atleti abbiano l’opportunità di crescere, allenarsi e competere assieme».

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