Aeroporto Duca d’Aosta, un cantiere "a rate": proroga di due mesi ma Cremonini è salvo
Slitta ancora il fine lavori al "Campovolo di Gorizia": la consegna definitiva passa al 31 maggio. Cantiere sospeso ad aprile per permettere l'allestimento del maxi-evento, poi la ripresa dopo il concerto. Pesano il meteo, l'amianto e la nuova cabina elettrica strategica

Doveva essere tutto completato «senza se e senza ma» entro il 30 marzo scorso. Dopo diverse proroghe. Invece, ci sarà un ulteriore allungamento dei tempi che - per fortuna - non comprometterà né avrà effetto alcuno sul maxi-concerto di Cesare Cremonini il 31 maggio, nel “Campovolo de noantri” all’aeroporto Duca d’Aosta.
Lo si scopre leggendo, con attenzione, una delle tante determine tecniche che appaiono all’albo pretorio. Un documento che potrebbe passare anche inosservato. Partiamo dal fondo, ovvero dalle decisioni di Paolo Giuseppe Lusin, dirigente del settore opere pubbliche, servizi manutentivi e patrimonio del Comune di Gorizia.
In pratica, si concede alla ditta appaltatrice Str srl, con sede a Fiumicello/Villa Vicentina, la proroga dei termini contrattuali per ulteriori, totali sessanta giorni naturali e consecutivi per il completamento dei lavori di “Adeguamento e manutenzione straordinaria dell’aeroporto Duca d’Aosta”. Calcolatrice alla mano, significa che si andrebbe oltre, in termini temporali, al 31 maggio, data in cui si svolgerà l’esibizione di Cesare Cremonini. Quindi? Saranno lavori in due lotti. Ovvero: si dovrà procedere con lo sgombero integrale e la completa pulizia delle aree di cantiere da ultimarsi entro e non oltre il 20 aprile prossimo, per un periodo di ventuno giorni naturali e consecutivi, decorrenti dal 31 marzo scorso.
Poi, è programmata la ripresa delle lavorazioni successivamente allo svolgimento del concerto del 31 maggio e al completamento delle operazioni di smontaggio e sgombero del “villaggio backstage”, per un periodo di trentunove giorni, sempre naturali e consecutivi. Un intervento, insomma, in due puntate. Non è il massimo della vita ma era l’unica maniera per venirne a capo e la determina, nel suo linguaggio tecnico, lo spiega abbastanza chiaramente.
Si specifica, in maniera tranquillizzante, che «le lavorazioni residue per le quali è stata avanzata istanza di proroga risultano, allo stato, non interferenti né pregiudizievoli rispetto alla realizzazione dell’evento e alle connesse esigenze logistiche e di sicurezza, ivi comprese le attività di allestimento, gestione e disallestimento delle aree destinate al pubblico e ai servizi accessori».
C’è anche una cronistoria, dove si evidenzia come il cantiere in aeroporto sia stato tutt’altro che rose e fiori, fra ritardi, rinvii, intoppi, il problema-amianto. Risale al luglio 2024 la variazione al bilancio di previsione 2024/2026 per 2,5 milioni finanziati dalla Regione al fine di valorizzare e adeguare il sito dell’aeroporto “Duca d’Aosta”, previa stipula di apposito accordo di programma. Si arriva al 18 aprile 2025 quando i lavori vengono aggiudicati alla ditta di Fiumicello/Villa Vicentina con il contratto che viene sottoscritto nel luglio successivo. Il 24 settembre si dà il via libera alla prima proroga dei termini contrattuali pari a 75 giorni, stabilendo la scadenza al 27 novembre ma, il 19 dicembre, viene approvata la prima perizia suppletiva e di variante con la quale si procede alla concessione di ulteriori 122 giorni naturali consecutivi a partire dal 28 novembre e fissando ultimazione dei lavori per il 30 marzo.
Ma anche quel termine, come spiegato in precedenza, non è stato rispettato per tutta una serie di problematiche, in primis le condizioni del tempo. L’appaltatore Str srl ha richiesto un ulteriore dilazionamento del termine contrattuale di sessanta giorni naturali e consecutivi conseguenti, anche, «alla necessità di realizzare la cabina prefabbricata di trasformazione dell’energia elettrica, essendo la stessa considerata opera strategica». Non solo. È necessaria anche la maturazione dei calcestruzzi e delle conseguenti finiture «in ragione delle abbondati piogge verificatesi nei mesi invernali». Dulcis in fundo, va data risposta alle richieste prescrittive da parte dei gestori dei servizi per la modifica degli impianti “secondo standard”.
Viste le motivazioni, estremamente concrete, è stata concessa una nuova proroga di sessanta giorni ma «in forma frazionata, al fine di garantire sia la temporanea disponibilità delle aree sia il completamento delle lavorazioni residue», si legge molto chiaramente nel documento.
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