Regionali Fvg, l’affluenza non crolla e si ferma a quota 35%: urne aperte fino alle 15

Risultato inferiore a quello del 2018 quando però si votò in una sola giornata ma in linea con il dato parziale del 2013. Trieste fanalino di coda con il 30 %
Diego D’amelio
Foto Massimo Silvano
Foto Massimo Silvano

TRIESTE Alle elezioni regionali l’affluenza non solo regge ma potrebbe essere perfino più alta che in passato. In Friuli Venezia Giulia non si registra il crollo della partecipazione che è stato considerato un’ipotesi concreta nel corso della campagna elettorale. Quest’anno si vota sia domenica che lunedì e la percentuale di elettori registrata alle 23 di domenica sera era pari al 34,95% (con 1351 sezioni scrutinate su 1360).

Uno dei seggi in regione (Bumbaca)
Uno dei seggi in regione (Bumbaca)

Per il quadro finale bisognerà attendere qualche minuto dopo le 15 di lunedì. Fino a quel momento non sono possibili confronti con la tornata del 2018, quando gli elettori votarono solo domenica. Raffronti sono fattibili invece con il 2013 (quando i seggi rimasero aperti due giorni) e con le regionali di febbraio in Lombardia e Lazio, anche in questo caso con voto di domenica e lunedì. E i paragoni dicono che il Fvg mostra segnali di tenuta e forse pure di crescita nell’affluenza.

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Il dato alle 23

Alla fine della prima giornata, gli uffici della Regione comunicano che la partecipazione è pari al 34,95% su 1.068.492 aventi diritto, divisi nelle 1.360 sezioni sparse fra Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone e Tolmezzo. Gli iscritti alle liste elettorali sono 211.162 a Trieste, 117.975 a Gorizia, 410.423 a Udine, 289.008 a Pordenone e 80.827 a Tolmezzo. Se domenica si è potuto votare fino alle 23, lunedì si potrà fare dalle 7 alle 15. Poi partirà lo spoglio che assegnerà la vittoria a Fedriga, Moretuzzo, Maran o Tripoli.

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I collegi

La circoscrizione più ligia nell’esercizio del proprio diritto-dovere è Udine, dove hanno votato 156 mila persone, pari al 38% del totale. Seguono Pordenone con 100 mila (34%), Gorizia con 40 mila (33%), Tolmezzo con 26 mila (33%) e Trieste con 64 mila (30%). Come cinque anni fa, in testa alla classifica c’è Udine, anche grazie al traino delle consultazioni per il nuovo sindaco.

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Un giovane al voto (foto Bumbaca)

Le regionali 2013

I numeri parziali non sono confrontabili con il 2018, quando i seggi rimasero aperti un giorno solo. Per trovare regionali organizzate su due giornate bisogna andare alla competizione di dieci anni fa tra Debora Serracchiani e Renzo Tondo. In quell’occasione, nella sera di domenica (si votava fino alle 22 e non fino alle 23) l’affluenza fu del 35,14%: sovrapponibile a quella di quest’anno. Nel 2013 le votazioni si chiusero con il 50,48% di affluenza, quasi identico al 49,61% del 2018. Se come sembra il trend si manterrà simile nel 2023, potremo dire che la partecipazione in regione è stabile da un quindicennio. Il crollo arrivò appunto nel 2013: nel 2008 era andato a votare il 72,33% degli aventi diritto.

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Lazio e Lombardia

La disaffezione in Fvg è dunque un fenomeno che anticipa altri territori di dieci anni. Nel 2018 le regionali in Lombardia e Lazio si conclusero rispettivamente con il 73,11% e il 66,55% dell’affluenza: +23% e +17% in confronto al Fvg. Oggi la forbice si è allineata e anzi il Fvg riprende proporzionalmente quota. Il 34,7% registrato nella nostra regione in serata supera il 31,74% della prima giornata in Lombardia e il 26,27% del Lazio. Il dato finale alle 15 di lunedì è stato del 41,68% per la Lombardia e del 37,2% per il Lazio. Vedremo oggi come finirà in Fvg.

Le comunali

Oltre alle elezioni per il governatore e il rinnovo del Consiglio regionale, sono chiamati ai seggi anche i cittadini di 24 comuni. Il test principale è quello di Udine, unico capoluogo al voto, dove alle 23 si registrava un’affluenza del 43%. L’altro municipio sopra i 15 mila abitanti è Sacile, con una percentuale di votanti che al momento è del 41,89%.

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