Basketball Champions League, per la Pallacanestro Trieste una sfida da dentro o fuori
Trieste obbligata a battere il Nymburk nel fortino di Praga. Coach Taccetti: «Servirà tanta responsabilità individuale»

La Basketball Champions League non aspetta e, nel momento più delicato della stagione, mette la Pallacanestro Trieste di fronte a un bivio.
Oggi, 11 marzo, alle 18.30, quella contro il Nymburk, diventerà il teatro di una sfida senza appello. In un girone estremamente fluido, con gli occhi puntati anche sul derby spagnolo tra Tenerife e Gran Canaria (palla a due alle 21), i biancorossi sanno di non avere margini di errore: quella in terra ceca è, a tutti gli effetti, una gara da dentro o fuori che indirizzerà la corsa verso ai quarti di finale.
Un match che arriva nel bel mezzo di un momento estremamente complicato, la sconfitta di Reggio Emilia ha lasciato scorie tanto nel morale quanto nel fisico.
Le assenze di Moretti, Ross, Brown e Brooks (che oggi si opera), pesano e riducono drasticamente le rotazioni di coach Francesco Taccetti. Il quale non si nasconde e traccia con estrema lucidità il profilo di un avversario che fa dell’intensità la propria arma principale.
«Nymburk è una squadra che ama correre e attaccare nei primissimi secondi dell’azione e che aggredisce i tabelloni a rimbalzo in attacco con tutti e cinque i giocatori in ogni possesso», avverte il tecnico, consapevole che il ritmo sarà il primo terreno di scontro.
Proprio per questo, la disciplina tattica dovrà sopperire alla stanchezza: «La nostra transizione difensiva e la nostra voglia di impedire di concedere seconde opportunità saranno sicuramente due chiavi importanti della partita».
Nonostante i cechi abbiano recentemente cambiato pelle, rinunciando al loro miglior marcatore Rice per inserire Filipovic, l’ossatura del loro gioco rimane temibile e ben definita.
Taccetti sottolinea come il Nymburk sia una squadra con una chiara identità, indicando nel nuovo arrivato Filipovic l’uomo destinato a dare ordine in cabina di regia. Ma il pericolo arriva da più fronti: «Sicuramente Perkins nelle guardie sarà un altro giocatore che si prenderà molte responsabilità – sottolinea il coach – poi dovremo essere bravi a limitare l’impatto a rimbalzo in attacco e sotto le plance di Lawrence e Silva».
In un’arena calda e con gli uomini contati, la ricetta di Trieste per sbancare Praga non può che passare per la tenuta mentale e la coesione di chi scenderà in campo.
«Consapevoli delle limitate rotazioni sappiamo di dover fare una partita solida eseguendo con aggressività e confidenza le situazioni che abbiamo preparato sia in attacco che in difesa», conclude Taccetti, lanciando un appello al carattere dei suoi ragazzi.
In una sfida dove il talento individuale potrebbe non bastare, il coach chiama a raccolta lo spirito di squadra: «È chiaro che prima di tutto serve tanta responsabilità individuale in questi momenti, sapendo che la forza del gruppo farà la differenza nei momenti di difficoltà che si presenteranno nella partita». —
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