Pallacanestro Trieste, gli sprazzi non bastano per competere al massimo

La caduta inattesa contro Nymburk in Champions League fotografa una squadra incapace di gestire e che non può speculare sui risultati

Lorenzo Gatto
Jarrod Uthoff in azione contro Nymburk (foto Bruni)
Jarrod Uthoff in azione contro Nymburk (foto Bruni)

Una sconfitta che pesa, quaranta minuti che sono la fotografia di una stagione. Si raccoglie quello che si semina, la Pallacanestro Trieste, nell'esordio casalingo di questa Round of 16 di Champions League, ha raccolto i cocci dell'ennesima serata storta. Inutile nascondersi dietro un dito o cercare alibi nell'improbabile stanchezza: la sconfitta contro i cechi del Nymburk è arrivata al termine di una prestazione insufficiente, figlia di un vizio di forma che la squadra di Israel Gonzalez si trascina dietro ormai da troppi mesi.

Il Nymburk si è presentato sul parquet giuliano per quello che è, una formazione non trascendentale, senza stelle da copertina, ma con una solidità granitica e una dedizione al piano partita che sono bastate a mandare in tilt una Trieste tanto talentuosa quanto sprecona.

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Una schiacciata di Brown della Pallacanestro Trieste (foto Bruni)

È il paradosso di questa stagione: la qualità individuale non manca, ma continua a essere dissipata in letture pigre o in momenti di blackout che, a questi livelli, si pagano a caro prezzo. I campanelli d'allarme avevano già iniziato a suonare domenica scorsa durante il derby contro Treviso. Quella vittoria, arrivata dopo una sofferenza quasi ingiustificata, era stata un presagio ignorato. La politica del minimo indispensabile può anche portare punti in campionato, ma speculare sui risultati è un gioco pericoloso che, alla lunga, non porta da nessuna parte.

Trieste non riesce a esprimere quaranta minuti di basket costante. Gioca a sprazzi, vive di fiammate improvvise e poi si spegne, lasciando spazio e inerzia agli avversari. Contro il Nymburk questo limite è emerso con brutale chiarezza e ora la classifica del girone si fa più difficile. Con Gran Canaria e Tenerife che si sono riprese la vetta al termine del girone d’andata, la strada europea si fa improvvisamente in salita e costringe la formazione di Gonzalez a dover ricominciare quasi da zero.

Il prossimo turno, in questo senso, potrebbe dare risposte importanti in ottica qualificazione ai quarti di finale visto che alla trasferta di Tenerife, che a Praga sarà impegnata contro il Nymburk, la Pallacanestro Trieste risponderà ospitando Gran Canaria. Battere la formazione spagnola, bissando il successo ottenuto nella gara d'andata, consentirebbe ai biancorossi di raggiungere in classifica la formazione di Jaka Lakovic ma con il prezioso vantaggio del 2-0 negli scontri diretti.

In attesa delle sfide infrasettimanali della prossima settimana e archiviata la brutta serata di coppa, il calendario impone di voltare subito pagina e rituffarsi in campionato. Domenica a Tortona, Trieste è attesa a un’altra battaglia: una sfida delicatissima contro un’avversaria intenzionata a difendere con le unghie il quinto posto proprio dall'assalto dei biancorossi. Sarà l’ennesimo esame di una stagione indecifrabile, in cui è ancora difficile capire quale sia il vero orizzonte di questa squadra. Il talento c'è, ora servirebbe anche la consapevolezza per non continuare a seminarlo al vento.

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