Pallacanestro Trieste, la Fiba conferma il giallo delle iscrizioni: riprende quota la pista Brescia

Se la cosa andrà a buon fine, o se i tempi tecnici e burocratici faranno saltare il banco, al momento nessuno può dirlo con certezza

Lorenzo Gatto
A sinistra Paul Matiasic (Pallacanestro Trieste), a destra Mauro Ferrari (Germani Brescia)
A sinistra Paul Matiasic (Pallacanestro Trieste), a destra Mauro Ferrari (Germani Brescia)

Nelle ultime ore, i fari sono tornati ad accendersi con forza sull’asse Trieste-Brescia-Roma. Una triangolazione complessa, finora trattata solo come una suggestione, che trova però un elemento di riflessione nei corridoi della Fiba.

Interpellata direttamente sulla situazione delle iscrizioni delle squadre italiane alle prossime coppe europee (Basketball Champions League e FIBA Europe Cup), la Federazione Internazionale ha fotografato lo scenario attuale spiegando come la situazione a Trieste sia ancora incerta e oggetto di discussione, e aggiungendo di essere in attesa di segnali anche da Brescia/Roma per capire se l'operazione andrà a buon fine o se verrà presentata una domanda ufficiale.

Cosa significa, tradotto in soldoni? Significa che se la Fiba è ufficialmente alla finestra in attesa di segnali da Brescia, l'ipotetico tavolo di trattativa tra l’avvocato americano Paul Matiasic e il patron della Germani Mauro Ferrari non è mai stato del tutto smantellato.

Il futuro (incerto) della Pallacanestro Trieste: sei domande per capire cosa sta succedendo
L’avvocato americano Paul Matiasic presidente della Pallacanestro Trieste (foto Bruni)

Se la cosa andrà a buon fine, o se i tempi tecnici e burocratici faranno saltare il banco, al momento nessuno può dirlo con certezza. Ma il fatto stesso che l'organo internazionale citi esplicitamente l'asse Brescia/Roma dimostra che sotto la cenere qualcosa brucia ancora. Certo è che in casa Germani l'atmosfera è quantomeno singolare.

Mauro Ferrari ha azzerato il Consiglio d'Amministrazione, accentrando totalmente la società nelle proprie mani. Al tempo stesso, il club continua a muoversi sul mercato e a delineare il roster per la prossima stagione, creando una situazione apparentemente paradossale e poco chiara.

Un gran caos organizzativo all'interno del quale la Pallacanestro Trieste, per ovvie ragioni, non può far altro che restare spettatrice interessata, in attesa di capire quale sarà il proprio destino e la propria categoria.

Il calendario, del resto, non concede proroghe. La data di venerdì rappresenta uno snodo cruciale per l'invio delle ultime integrazioni documentali e per i vari consigli di lega, ma il vero dentro o fuori definitivo per l'Europa si consumerà entro la fine del mese. Sarà proprio a fine giugno che la Fiba ufficializzerà i tabelloni e i turni preliminari, cancellando ogni zona grigia.

Il bivio

A questo punto, spostando l'attenzione esclusivamente sulla sponda giuliana, il destino della Pallacanestro Trieste si trova davanti a un bivio cruciale. Se il discorso Brescia/Roma dovesse effettivamente concretizzarsi, per Trieste arriverebbe la certezza matematica di poter disputare la prossima Serie A1. Risolto il nodo della categoria, si aprirebbe però immediatamente il capitolo più complesso: la ristrutturazione interna.

La società biancorossa dovrebbe capire in tempi record come organizzare l'organigramma, su quale budget reale poter impostare il mercato e, soprattutto, a quali figure affidare l'onere e l'onore di costruire la squadra per la massima serie. Una corsa contro il tempo per non farsi trovare impreparata.

Se al contrario Ferrari dovesse decidere di rimanere saldamente alla guida di Brescia, l'effetto domino si arresterebbe e la domanda sul futuro della Pallacanestro Trieste tornerebbe a farsi pressante e drammatica.

Senza lo scossone lombardo, da dove si ripartirebbe? Con quali ambizioni e, soprattutto, con quali garanzie economiche e societarie? A oggi, è bene ribadirlo, ci muoviamo esclusivamente sul terreno delle ipotesi e dei condizionali. In una vicenda così ingarbugliata e ricca di attori, l'unica e definitiva certezza arriverà solo quando l'attuale proprietà deciderà di rompere il silenzio. Fino ad allora, tra scadenze europee e consigli d'amministrazione azzerati, la situazione a Trieste resta sospeso in un limbo.

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