Pallacanestro Trieste, fiducia totale al gruppo di coach Taccetti

Le tre sconfitte in altrettanti match non cancellano quanto di buono costruito sin qui dal tecnico dei biancorossi. Ottimo Ross, bene Galloway e Jones. McDermott e Brajkovic i due giocatori più in difficoltà in questo momento

Lorenzo Gatto
Sean McDermott sta facendo ancora fatica a dare il proprio contributo Foto Ciamillo/Lasorte
Sean McDermott sta facendo ancora fatica a dare il proprio contributo Foto Ciamillo/Lasorte

 

Tre partite, zero punti. L’impatto della Pallacanestro Trieste con la nuova stagione si scontra con la durezza dei numeri e con una classifica che vede la formazione di Taccetti all’ultimo posto in coabitazione con Cantù e Scafati.

Valutare Trieste solo per la sua classifica, però, dopo le buone prestazioni offerte contro Milano, Venezia e Varese, sarebbe in questo momento ingeneroso. Sul campo si è vista una squadra viva, tignosa, capace di tenere testa a corazzate che sulla carta avrebbero dovuto essere nettamente superiori.

Coach Taccetti ha fatto un piccolo miracolo: ha costruito alchimia, chimica e gerarchie in un amen. Colbey Ross sta giocando un basket da copertina, miglior giocatore per valutazione dell’intero campionato e faro assoluto di un gruppo che rifiuta il ruolo di vittima designata. Accanto a lui, la crescita di Galloway e la freschezza sfacciata del rookie Jones dimostrano che nel roster biancorosso il talento non manca.

Con un nucleo italiano che porta mattoni pesanti giornata dopo giornata, si attende adesso la crescita di McDermott e Brajkovic, i due giocatori in questo momento più in difficoltà.

Domenica al PalaRubini arriva la Cantù dell’ex Davide Moretti. Chiamarla partita della vita alla quarta giornata è fuori luogo, ma sarà senza dubbio un match importante. È una sfida da vincere, nella quale i punti in palio scotteranno terribilmente per entrambe. Per Trieste sarebbe la virata psicologica fondamentale che darebbe un senso a questo inizio di stagione e premierebbe il lavoro fatto finora. Non sarà facile perché con McDermott e Brajkovic che faticano a dare il contributo atteso e un apporto finora marginale dalle seconde linee, la coperta a disposizione di coach Taccetti è corta.

Una questione aperta, su cui lo stesso gm Michael Arcieri si è espresso nelle scorse settimane accennando all’ipotesi del passaggio al modulo 6+6 e a possibili correttivi. Una questione che richiede però grande prudenza. Nonostante lo zero in classifica, il gruppo di Taccetti mostra identità. Tra budget da tutelare ed equilibri di spogliatoio, eventuali correttivi vanno ponderati. In fondo, questo gruppo sta dimostrando di avere grande chimica e unità d’intenti: andare a toccarlo e a rimescolare le carte con nuovi innesti non necessariamente sarebbe un bene.

C’è poi l’aspetto puramente economico, il budget della stagione in corso presenta ancora uno scoperto importante e appesantirlo ulteriormente rappresenterebbe un passo che richiede serie riflessioni.

L’atteso e auspicato ingresso di nuovi sponsor, per quanto portatori di ossigeno puro per le casse, alleggerirebbero la situazione ma non la risolverebbero in via definitiva. Risorse eventuali che dovranno servire prioritariamente a consolidare le fondamenta, non a finanziare scorribande sul mercato. La sequenza è obbligata: prima si mette in sicurezza l’annata, poi, solo di fronte a un extra-budget reale, si valuta se e come intervenire sul roster. Trieste sta dimostrando grande maturità sul campo, fondamentale per garantirsi un futuro anche la stessa responsabilità nella gestione economica.

 

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