Il silenzio dopo il cambio di proprietà: cosa sta succedendo alla Pallacanestro Trieste

A dieci giorni dall’addio di Matiasic, la nuova gestione non decolla. Il cda non si è ancora riunito e Barwin non si vede

Lorenzo Gatto
Il gm Michael Arcieri
Il gm Michael Arcieri

 

È una Pallacanestro Trieste svanita nel nulla quella che ha cominciato il mese di luglio.

A dieci giorni dall’annunciato passaggio di proprietà che ha visto Paul Matiasic cedere le sue quote al gruppo Newport Holdings LLC, il club è piombato in un silenzio assordante.

Il gm Michael Arcieri resta prudentemente sullo sfondo, il consiglio di amministrazione che doveva ratificare Connor Barwin presidente e l’ingresso di Fausto Salvador al posto di Matiasic è rimasto un’intenzione sulla carta.

I nodi sul futuro sono ancora ben lontani dall’essere sciolti, e con il passare dei giorni i punti di domanda, invece di diminuire, aumentano. Cosa sta succedendo davvero dietro le quinte? Proviamo a fare ordine, analizzando i tre aspetti chiave che continuano a lasciare perplessi e che stanno condizionando il futuro del club.

La nuova proprietà

Il primo grande punto di domanda riguarda l’identità di chi stringe il timone. Chi sono i nuovi proprietari? Ma soprattutto: perché a dieci giorni dall’annuncio ufficiale nessuno si è ancora fatto vivo o ha sentito il bisogno di presentarsi alla città?

A ruota segue la questione del nuovo cda. Le voci si rincorrono: sarà davvero confermato Connor Barwin alla presidenza? E che ruolo avrà, in questo scacchiere, la figura di Fausto Salvador? Risposte concrete, per ora, non ce ne sono.

Il budget

Il secondo nodo, quello che poi riguarda più da vicino le ambizioni sportive, è legato ai soldi. Al budget. Nell’ultimo incontro con gli sponsor, Arcieri ha messo le carte in tavola con grande pragmatismo, sottolineando che la nuova proprietà non ha la potenza di fuoco dell’era Matiasic. Prendiamo per buone le sue parole, ma l’effetto domino è chiaro: Arcieri ha lanciato un messaggio forte, spiegando che tutti – il tessuto economico locale in primis – saranno chiamati a dare qualcosa di più. Questa situazione di stallo si riflette inevitabilmente sul mercato.

Impossibile chiudere contratti importanti senza certezze sulle cifre a disposizione. Sempre agli sponsor, Arcieri ha predicato calma con tale concetto: «State tranquilli, io gli americani li ho sempre firmati tra l’1 e il 15 agosto».

Sarà anche vero, e la storia recente gli dà ragione, ma aspettare significa anche correre rischi maggiori.

Il palasport

In tutto questo, non va dimenticato il terzo nodo, quello legato al palasport. Una gestione e una struttura che restano un vero e proprio problema nel problema da risolvere al più presto.

Nodi da sciogliere con urgenza anche perché, a stretto giro, ci sarà da lanciare la campagna abbonamenti. Senza certezze è difficile scaldare la piazza e, mai come quest’anno, le risorse del pubblico saranno vitali per sostenere le ambizioni del club.

 

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