Pecile avverte la Pallacanestro Trieste: «Tenerife e Gran Canaria squadre solide»
Dall’osservatorio privilegiato della Lega spagnola, l’ex playmaker biancorosso analizza le imminenti sfide di Basketball Champions League contro le corazzate Tenerife e Gran Canaria

Andrea Pecile, triestino purosangue e oggi stimato vice allenatore a Granada nel campionato Acb, osserva con orgoglio la rinascita europea della sua Pallacanestro Trieste.
Dall’osservatorio privilegiato della Lega spagnola, l’ex playmaker biancorosso analizza la coerenza del progetto iniziato con l’arrivo di Paul Matiasic e le imminenti sfide di Basketball Champions League contro le corazzate Tenerife e Gran Canaria. Un viaggio tra fisicità estrema, roster lunghi e la crescita costante di un gruppo che punta dritto ai momenti clou della stagione.
Pecile, da triestino che vive il basket di alto livello all’estero, che effetto le fa vedere la Pallacanestro Trieste tornare a calcare i parquet europei dopo tanti anni?
«Per me e la mia famiglia è fantastico, siamo felicissimi per la qualificazione. Non vi nascondo che abbiamo subito controllato il calendario per capire se, incastrando date e voli, saremmo riusciti a venire a vedere una partita a Gran Canaria o Tenerife. Purtroppo a Granada l’aeroporto non ha grandi collegamenti e non riusciamo a organizzare il viaggio».
Dalla sua esperienza a Granada, come percepisce il progetto americano di Trieste visto da fuori? Come giudica, finora, la stagione della squadra?
«Mi sembra la naturale prosecuzione del percorso avviato da Jamion Christian. Coach Gonzalez, a partire da metà agosto, ha intrapreso un lavoro che richiede tempo, specialmente per favorire l’inserimento e l’adattamento dei nuovi innesti. Personalmente riscontro una grande coerenza: siamo in linea con le aspettative di inizio stagione. A gennaio la squadra è ancora in corsa su tutti i fronti, un traguardo che chiunque avrebbe sottoscritto in estate. Sebbene si potesse fare meglio in alcune occasioni, la stagione entrerà nel vivo solo nei momenti clou: il quarto di finale di Coppa Italia contro Milano, le Top 16 e i playoff».
Parlando del girone di Bcl, focus sulle avversarie spagnole. Cosa ci può dire di Tenerife e Gran Canaria?
«Parliamo di due grandi squadre, abituate a raggiungere i playoff del campionato Acb e protagoniste nelle fasi finali delle coppe europee e della Copa del Rey. Entrambe vantano progetti consolidati e guide tecniche stabili: Vidorreta a Tenerife e Lakovic a Gran Canaria. In campionato, quest’ultima sta faticando più del previsto rispetto ai suoi standard abituali. Al momento, vedo Tenerife leggermente più in forma, grazie anche all’esperienza di leader come Marcelinho Huertas e Shermadini».
Tenerife e Gran Canaria non sono trasferte facili, non solo per il valore tecnico ma anche per il viaggio e l’atmosfera nelle isole. Cosa deve aspettarsi Trieste?
«Sicuramente sono trasferte lunghe, a volte non ci si pensa, ma sei in pieno Oceano. Al di là del fuso orario di un’ora, che non incide poi molto, è la durata del viaggio a pesare sulla gestione della stanchezza. Io ho bellissimi ricordi: ho sempre giocato bene sulle isole, forse per l’aria di casa o la vicinanza del mare, che qui a Granada un po’ manca. Ho spesso disputato grandi partite lì e spero che sarà lo stesso anche per i ragazzi di Gonzalez».
È viceallenatore a Granada, in quello che molti considerano il miglior campionato d’Europa. Qual è la differenza principale che riscontra oggi tra la preparazione di una partita in Spagna rispetto all’Italia?
«In Spagna la fisicità è impressionante e i roster sono decisamente più profondi. Questo accade perché dieci squadre su diciotto partecipano alle competizioni europee: per arrivare in fondo a Eurolega, Eurocup, Champions League o Europe Cup, avere rotazioni lunghe è una necessità. Dal punto di vista tecnico non noto differenze abissali rispetto ad altri contesti, ma nel campionato spagnolo la capacità di far valere la forza fisica è un passo avanti». —
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