Il presidente Giacomini resta e arrivano nuovi soci: ecco il piano per salvare la Triestina calcio

TRIESTE Il tanto atteso chiarimento del presidente sul presente e il futuro della Triestina è arrivato. Giacomini Chiarisce alcuni aspetti importanti, mancano alcuni dettagli non irrilevanti. Come è normale che sia quando non c’è contraddittorio e manca la possibilità di rivolgere delle domande all’interlocutore. Ma i toni sono soft e questo ci voleva dopo giorni nei quali ha dominato la guerriglia via social.
Aspetto positivo questo così come la coerenza rispetto a quanto manifestato pubblicamente da Giacomini nelle interviste di dicembre: lui non molla, resta presidente, la salvezza della C è una priorità, altri soci-amici romani acquisiranno quote (entro il 31 gennaio), Stardust resterà sponsor anche nella prossima stagione.
Due i nomi fatti: Piergiorgio Crosti (conoscente del presidente della Lazio Lotito)e Antonino Scaramuzzino (noto alle cronache per aver sposato Marzia Gregoraci, sorella della più famosa Elisabetta) che diventerà ad. Di entrambi si parla da giorni e sono le due persone arrivate a Trieste già martedì.
LA RESPONSABILITÀ L’incipit del presidente si concentra sull’assunzione di responsabilità precisando che «non ha abbandonato nulla», sottolineando che ha condiviso le scelte di Romairone nella costruzione della squadra compresa l’operazione di pulizia totale della rosa ereditata e senza rinnegare l’entusiasmo iniziale che è rimasto per la città e il progetto. Tutto bene ma nonostante l’investimento finora sostenuto di 4 milioni i risultati dell’Unione sono i peggiori della sua storia tra i pro. Quindi errori ci sono stati e non da poco e necessitano di correzioni urgenti.
LA SOLIDITÀ «Siamo una società solida» continua Giacomini «che ha pagato regolarmente gli stipendi, si è data un’organizzazione, ha realizzato un’ottima campagna abbonamenti, abbiamo dialogato con le istituzioni ma non siamo riusciti a sperimentare insieme alla città il settore legato agli eventi». Tutto vero e onesto ma almeno negli ultimi tempi sulla questione Grezar, Rocco, Ferrini l’impressione è stata che proprio i rapporti con le istituzioni non siano stati idilliaci. Non solo magari per responsabilità della Triestina ma su quel fronte ci sarebbe da lavorare da adesso in avanti.
I PARTNER Giacomini sottolinea, per chi non l’avesse capito, che il core business delle sue aziende non è nel calcio e questo lo ha portato lontano da Trieste (negli ultimi mesi a Dubai). Questa necessità, si legge, ha portato alla ricerca di nuovi partner che possano mettere la Triestina al primo posto. E fin qui tutto chiaro. Ma il presidente non ha spiegato perché, in quale forma, con quali società o se a titolo personale gli amico-romano Piergiorgio Crosti (sarà l’azionista di riferimento?) e l’uomo di fiducia Antonino Scaramuzzino (sarà anche socio o ricoprirà l’incarico di amministratore delegato come fiduciario dei nuovi e di Giacomini?) possano avere la Triestina come interessse primario tanto da essere in procinto entro il 31 gennaio di rilevare la maggioranza da Atlas. Forse qualche delucidazione emergerà in questi giorni o lo spiegherà Giacomini a operazione avvenuta oppur lo spiegheranno i nuovi soci. Come sarà da chiarire il perché Giacomini annuncia di voler restare presidente (al di là dell’assuzione di responsabilità stimabile e del mantenimeto di una quota corposa di quote).
IL PRESENTE In queste due settimane tutto resta immutato, per quanto si capisce, sul piano organizzativo e della gestione. «Faremo delle uscite e alcune entrate ponderate» scrive Giacomini ma possono bastare per l’inseguimento difficilissimo dell’obiettivo salvezza. La tempistica di ingresso di un partner in tempi di mercato per logica comporterà che i nuovi in qualche modo abbiano voce in capitolo sulle operazioni (poi i costi saranno anche a loro carico). Si riuscirà a trovare un modus operandi equilibrato?
I TIFOSI Il comunicato ribadisce come l’intenzione del presidente non sia quella di retrocedere e gettare i 4 milioni di euro e manda segnali di distensione verso i tifosi. Benissimo abbassare i toni ma ci vorrà del tempo per allentare la rabbia e la delusione della piazza. Prima ancora dell’uscita del comunicato dell’Unione il CC TC ha annunciato che invierà la revoca dell’utilizzo del marchio (scadenza l’1 luglio, a meno di fallimenti o penalizzazioni che fanno scattare per contratto l’immediata cessazione) e sono previste altre manifestazioni civili di dissenso. C’era bisogno anche prima dell’intervento di Giacomini, perché la ricerca del dialogo e la chiarezza spesso aiutano quantomeno a non esasperare gli animi. Il silenzio stampa che la società ha deciso di protrarre fino al 31 gennaio non è tuttavia il miglior viatico. Anche se alla fine non contano le parole ma i fatti. E soprattutto i risultati.
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