Triestina, Fontana: «Serve pazienza e la squadra risponderà»
Il tecnico torna a parlare dopo la squalifica e in vista del match di oggi al Rocco. «I ragazzi lavorano bene e io vado avanti sull’idea di costruire sempre gioco. Lo so che andiamo a corrente alternata, ci vuole tempo per trovare equilibrio»

«Ho ancora piena fiducia in questa squadra come all’inizio. So le aspettative della piazza, ma siamo appena ai primi capitoli di un libro, spetta a me dare risposte e certezze». Dopo venti giorni Gaetano Fontana torna a parlare.
L’ultima volta lo aveva fatto alla vigilia della sfida col Cjarlins, poi arrivò l’espulsione e la squalifica per due turni. Ora, presentando la gara con il Conegliano, il tecnico ammette che le cose non stanno andando bene ma difende la squadra e predica pazienza, riconoscendo che spetta a lui trovare la soluzione.
«Abbiamo iniziato con le problematiche ben note a tutti - dice il tecnico - il percorso non è stato semplice ma non ci aspettavamo questi alti e bassi così repentini, è evidente che la squadra deve trovare il proprio equilibrio. La causa non può essere solo nel percorso di conoscenza, ma anche in quello che succede attorno, vedi infortuni, squalifiche e quella settimana con i tre impegni ravvicinati senza giocatori importanti. Nel calderone insomma c’è tanto materiale da analizzare, ma io ho l'obbligo di continuare a costruire e nel momento in cui le cose non vanno, l'allenatore deve dare risposte e certezze».
Fontana giura che la sua fiducia nella squadra è immutata: «Assolutamente sì, ho fiducia in questo gruppo come ne avevo all'inizio, i ragazzi li alleno ogni giorno e vedo come si applicano. Sembrerà paradossale ma sono strafelice di come lavorano, ovvio che vanno inseriti dei contenuti che il tempo ci darà, bisogna avere pazienza. L'arrivo di qualche risultato positivo può mascherarne la mancanza, ma la necessità di portare avanti un certo tipo di percorso rimane».
Il tecnico, che oggi contro il Conegliano torna in panchina dopo la squalifica, ammette che è stata una sofferenza vedere le gare dalla tribuna: «Vivere le partite da fuori è stato molto difficile, purtroppo sono cose che capitano durante una stagione e non è la mia prima volta perché nel corso di un'annata possono esserci incomprensioni che ti portano ad atteggiamenti a posteriori sbagliati».
Fontana torna a chiedere pazienza, pur sapendo che l’ambiente freme: «I ragazzi sono carichi di aspettative perché questa è una piazza che ti porta a volere tutto e subito, ma devo essere io il primo a spegnere il fuoco ardente, a deresponsabilizzarli e dare loro serenità, perché è giusto sapere cosa la piazza si aspetta da noi, ma siamo ai primi capitoli di un libro. Ci sono realtà il cui percorso per vincere è durato anni, noi non siamo qui per aspettare anni ma per crescere e cercare di ottenere risultati nel minor tempo possibile. Quanto sarà questo tempo? Non lo sappiamo, di certo sono il primo a voler vincere».
Il tecnico ribadisce poi il concetto di costruzione: «Fino a quando sarò io l'allenatore di questa squadra, porterò avanti sempre il concetto di costruire, anche quando vinceremo, perché nel calcio non si finisce mai di farlo. È il pensiero che sto cercando di trasmettere ai ragazzi, alla società e a tutte le figure che vivono quotidianamente lo spogliatoio. Il passato possiamo ripercorrerlo e raccontarlo, ma oggi c'è da vivere un'altra storia e tutti dobbiamo avere la voglia e la forza di costruirla».
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