La Triestina più bella cala il poker contro l’Inter baby

I ragazzi di Marino al Rocco dimostrano di essere più forti dell’ambiente che li circonda: finisce 4 a 1 dopo un inizio in salita

Ciro Esposito
La gioia di D'Urso e D'Amore dopo il terzo gol della Triestina (Lasorte)
La gioia di D'Urso e D'Amore dopo il terzo gol della Triestina (Lasorte)

Questa Triestina è un gruppo inossidabile. L’aveva già dimostrato in più circostanze da settembre a oggi ma contro i giovani dell’Inter la squadra si è superata. Per la prestazione prima ancora che per la vittoria roboante.

Perché dopo una sconfitta pesante ad Arzignano e in una settimana di lavoro con gli agenti della Finanza a prelevare documenti nella sede societaria tutti avrebbero ampiamente compreso un calo di tensione. E invece i ragazzi di Marino, non solo hanno messo in campo grande concentrazione ma non hanno mollato nemmeno dopo il gol del vantaggio interista, anzi.

 

Il rigore di D'Urso che ha portato la Triestina sul 2 a 1 (Lasorte)
Il rigore di D'Urso che ha portato la Triestina sul 2 a 1 (Lasorte)

Gli alabardati hanno saputo risalire sfruttando un’ingenuità degli ospiti, per poi sorpassarli grazie a un rigore sacrosanto e dominando infine la seconda parte della gara. Quando funziona l’isolamento dall’ambiente esterno e anche i giocatori affrontano le partite senza il peso mentale di dover vincere il gioco ne trae beneficio.

Sull’altro fronte l’Inter di Vecchi ha giocato da accademia (ed è giusto così vista la sua mission) ma nella ripresa ci ha capito poco o nulla all’incidere dell’Unione. La sessantina di supporter nerazzurri (che non hanno mai tifato) accomodatisi in Trevisan solo per celebrare l’anniversario di Stefano Furlan e contraccambiati dai triestini se ne sono andati così com’erano venuti, in silenzio. Hanno fatto senza dubbio più bella figura loro dei gioiellini di Vecchi.

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La mente libera

Giuseppe Marino evidentemente ha trovato le corde per stimolare la squadra a stare sul pezzo. Era stato così anche nei primi due mesi e il lavoro era stato continuato da Tesser ma con risultati peggiori. Con il napoletano in panchina il Rocco è rimasto inespugnato e la squadra ha raccolto 19 dei 27 punti che avrebbe in classifica senza la maledetta penalizzazione. Cambiano i giocatori ma non la voglia della squadra di giocare a testa alta.

L’ultima perdita della settimana è stato Moretti e Marino ha inserito Anton (non male) nella collaudata per lui difesa a tre e il tecnico ha avuto anche il coraggio di giocarsi davanti la carta Ascione in coppia con D’Urso alle spalle del rigenerato Faggioli.

 

Il rigore di D'Urso che ha portato la Triestina sul 2 a 1 (Lasorte)
Il rigore di D'Urso che ha portato la Triestina sul 2 a 1 (Lasorte)

Niente mazzata

Neanche il tempo di aggiustarsi sul campo e l’Inter crea pericoli. Matosevic si supera sul sinistro a giro del talentuoso Berenbruch ma al 17’ il portiere sloveno nulla può sulla spizzata di testa di Alexiou. Per i mille del Rocco è una mazzata ma non per i leoni alabardati di questa stagione. La pressione a centrocampo resta buona, così come la spinta sulla fasce (in particolare Tonetto) e costringe gli interisti a giocate tecnicamente imprecise.

Pari e sorpasso

I nerazzurri sono giovani e al 24’ combinano un pasticcio. L’uscita alta di Calligaris è tanto esuberante da travolgere un compagno, la palla arriva al limite dell’area e il sinistro di Tonetto trova il varco giusto. Si gioca in modo aperto e praticamente senza falli. L’Inter davanti è pericolosa e Matosevic salva di piede sull’esperto Lagumina. Sembra tutto apparecchiato per la pausa sulla parità. E invece Faggioli torva il guizzo in area atterrato da Prestia. D’Urso trasfroma con freddezza dagli undici metri.

Ripresa dominante

Come vuole Marino l’inizio della seconda frazione si gioca in accelerazione. L’Unione conquista tutte le seconde palle ed è con costanza nella metà campo ospite. Jonsson impegna Calligaris con una punizione sontuosa. Vecchi fa i cambi ma cambia poco la musica. L’Unione martella e passa con un’azione tecnicamente raffinata. A destra Tonetto e Jonsson duettano nello stretto, l’islandese vede D’Urso che a centro area trafigge Calligaris. L’Inter va ancor più in confusione e l’Unione legittima il vantaggio. Si rivede Silvestro ed entra anche Kosijer per un acciaccato Silvestri. In una situazione di controllo totale arriva nel finale anche un mani e conseguente rigore che Faggioli trasforma in modo impeccabile. Troppa grazia, ma meritata. Applausi veri per questi ragazzi che non mollano e regalano emozioni. Nonostante tutto.

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