Triestina, Fontana difende gli under: «Bisogna dar loro fiducia»
Dopo il gol vittoria di Lupi contro il Conegliano, che ha riscatto il suo errore decisivo nel ko di Mortegliano, il tecnico dell’Unione ha parlato dei fuoriquota: «Hanno alti e bassi, vanno corretti quando sbagliano ma vanno anche aiutati»

I giovani sono così: alti e bassi, gioie e dolori. Soprattutto in serie D, dove l’obbligo dell’utilizzo degli under affida quasi un quarto della squadra al rendimento dei baby.
La Triestina ne ha avuto un esempio lampante nelle ultime due partite: un errore di Lupi aveva dato origine al secondo gol del Lme e alla sconfitta di Mortegliano, una settimana dopo proprio il terzino sinistro con un colpo di testa ha dato il successo all’Unione.
Lo spunto è stato preso dal tecnico alabardato Fontana proprio per capire come si lavora con i giovani e a che punto sono.
«La scorsa settimana avevamo perso la partita per una decisione sbagliata di Lupi subendo il secondo gol, poi, con il Conegliano, lo stesso ragazzo ce l’ha fatta vincere – afferma Fontana – del resto questi sono i giovani, hanno un percorso altalenante, soprattutto chi viene da un percorso in cui non ha avuto una grande formazione».
Il tecnico alabardato fa capire che se le difficoltà di lavorare con i giovani sono tante, è soprattutto perché è mancato in precedenza il lavoro di base, quello che doveva portarli in prima squadra già preparati.
E ovviamente Fontana non ne fa un discorso specifico della Triestina, ma un’analisi generale sul calcio italiano tracciando un panorama non certo benevolo sulla situazione dei calciatori baby: «Purtroppo bisogna anche dirla questa cosa della mancata formazione – accusa l’allenatore alabardato – perché tante volte in Italia ci riempiamo la bocca con i settori giovanili all’avanguardia e che siamo i migliori, ma in realtà la nazionale azzurra non fa i mondiali da tanti anni. Con tanti giovani anche di prospettiva, quando arrivano in prima squadra noi dobbiamo fare gli istruttori di calcio. Perché è così? Perché abbiamo dei ragazzi che sicuramente vanno lavorati ma che hanno problemi di posture, di appoggi, di orientamento del corpo. E non è una banalità perché per una postura errata, per una corsa errata, a Mortegliano abbiamo perso la gara. Stavolta il ragazzo ha rimediato: buon per lui e ovviamente siamo tutti felici per questo».
Altro aspetto cruciale del rendimento degli under è quello della pressione, che seppure in una categoria come la D si fa sentire in una piazza importante come Trieste.
Ma anche sotto questo l’aspetto l’analisi di Fontana e l’indicazione sull’approccio da avere con i ragazzi per farli migliorare è a livello generale: «È naturale che con i ragazzi bisogna continuare quel processo di crescita e di continuità che ti porta poi ad avere una garanzia di equilibrio nell’arco dell’anno. Quando si lavora con gli under ci sono degli up and down, è normale, e vi assicuro che per tanti giovani che non sono abituati a questo tipo di campionato e a una piazza importante come questa non è semplice. Ma bisogna dare loro fiducia, bisogna parlarci e lavorare per farli crescere, anche correggerli quando sbagliano e bastonarli quando serve, se necessario. Perché comunque hanno deciso di fare questo mestiere e devono imparare a gestire questo tipo di pressione».
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