Triestina, la prima vittoria protegge Fontana e il progetto

Il successo e la buona prestazione contro l’Obermais mette al sicuro un tecnico scelto per le sue idee e per dare continuità al programma. Il ritorno di alcuni titolari e le scelte tattiche da verificare già con il Lme

Ciro Esposito
Una fase di gioco di Triestina-Obermais (foto Lasorte)
Una fase di gioco di Triestina-Obermais (foto Lasorte)

C’è un mantra che gli allenatori più navigati ripetono all’infinito: «Servono dieci settimane, una sessantina di allenamenti, una decina di partite per strutturare una squadra».

L’assimilazione delle idee tattiche del tecnico e la necessità di livellare la condizione del maggior numero possibile di atleti necessita di tempo. La Triestina dovrebbe essere vicina a quello step anche se la partenza da zero (tutti nuovi) e il ritardo sono fattori non trascurabili.

Un tanto per ricordare che alla buona prestazione con l’Obermais può seguire un filotto, così come dei blackout magari all’interno della stessa gara. L’importante in questa occasione era vincere. Per il morale, meno per la classifica mancando ancora 28 turni, fondamentale per tenere in sella Fontana. Per quanto tante scelte dell’allenatore finora abbiano acceso più di qualche dubbio la classica liturgia italiana della caccia al tecnico e del suo avvicendamento storicamente non porta grandi vantaggi.

Specie perché va tenuto conto da dove si è partiti. Al di là degli snodi societari sciolti dal lavoro di D’Aniello e del suo staff, il diesse Delli Carri, con la consueta trasparenza, ha sempre dichiarato di aver impostato un progetto nel quale questa stagione rappresenta una fase di passaggio. E allora i punti sono sì il sale del calcio ma su queste basi non sono tutto. Si è investito sul un tecnico predisposto a costruire un’identità che la Triestina dovrebbe portare avanti negli anni a venire.

Cambiare in corsa sarebbe stato un’abdicazione di questa filosofia. La piazza però è esigente e quindi la vittoria sull’Obermais in questo senso è un toccasana. Lo sarà ancor di più se troverà conferma nelle prossime tre gare (due al Rocco). Detto che la consistenza degli altoatesini non è sembrata eccelsa e soprattutto che è stata messa a nudo da una condotta di gara non barricadera. la Triestina è stata capace di una manovra efficace nel primo tempo e di una gestione oculata, anche se poco apprezzata dal pubblico, nella ripresa.

E invece quell’atteggiamento, se messo in pratica in altre occasioni, avrebbe consentito di aver qualche punticino in più. Cos’è cambiato nell’Unione? Fontana è tornato sui primi passi, ha intuito le potenzialità offensive di Di Livio, ha potuto contare sulla coppia Munaretto-Vona e sul crescente stato di forma di Borello. Tutti uomini che in campo pesano e non sempre ci sono stati per infortuni, squalifiche e per qualche scelta.

L’Unione deve trovare un suo asetto stabile (e Delli Carri è ancora al lavoro) ma domenica ha dimostrato di aver voglia di vincere. Visto il potenziale può capitare con tutti gli avversari (è successo con il Cjarlins nella prima frazione). Al Rocco si è accesa una lucina, ora serve uscire definitivamente dal tunnel. Non per vincere il campionato ma per giocare da Triestina.

 

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