La Triestina sbanca Lumezzane: Moretti-Vertainen per la prima vittoria

Tre punti e un’iniezione di fiducia dal campo, in attesa dell’ulteriore penalizzazione che arriverà martedì

Ciro Esposito
Il gol del pareggio di Moretti (Foto Mariani / Lasorte)
Il gol del pareggio di Moretti (Foto Mariani / Lasorte)

Mentre la notizia del possibile investimento sull’Unione di Dogecoin Foundation fa il giro del mondo, la Triestina piazza un colpo in un paesino ai margini del mondo. E la notizia, per quanto non roboante come quella societaria, non è meno importante, anzi. C’è in gioco la salvezza di un club, ma anche quella di una squadra composta da venti e passa ragazzi che vanno in campo. Le speranze di risalita dalle penalizzazioni passano per le vittorie.

Quella ottenuta dall’Unione in terra bresciana vale doppio. Intanto perché arriva contro un potenziale diretta concorrente ma soprattutto perché matura da una rimonta. Il tecnico Marino, non solo finora ha tenuto a galla e sveglio un gruppo in mezzo ai marosi societari, ma stavolta indovina anche la chiave tattica.

Perché, a differenza degli altri match, l’Unione è partita molle e per risvegliarla il suo tecnico nella ripresa (in svantaggio) ha avuto il coraggio e la lucidità di cambiare disposizione, mettendo un punta al posto di un difensore. E così sono arrivati i gol di Moretti e Vertainen. Marino ha azzeccato la mossa che gli regala il primo squillo sulla panchina.E sarebbe stato il secondo se domenica scorsa la panchina non fosse stata mutilata dalle consuete vicende societarie. Marino si meritava i tre punti e finalmente sono arrivati.

La dormita generale

Questa Unione, dalla preparazione tardiva suo malgrado, aveva abituato tutti a uno start vigoroso. Invece al Seleri i ragazzi sono poco reattivi. Vero che il Lumezzane aggredisce alto, ma la Triestina sbaglia anche passaggi più banali, tradizionale segnale nel calcio di una giornata no. Per fortuna i lombardi non hanno davanti tanto talento e l’Unione limita i danni anche se Malotti (il più bravo) prende una traversa e poi spreca da due passi (22’).

Imprecisione e lentezza

La squadra di Marino fa non ingrana nonostante il rientro di Ionita e l’inserimento di Silvestri e Louati quest’ultimo da mezz’ala. Davanti non succede niente, nemmeno quei corner a raffica collezionati nelle prime tre gare di campionato.

I padroni di casa passano con merito per il gioco sviluppato non per l’episodio. Kosijer cerca di rinviare a centro area un conclusione di Rolando. Il contatto c’è ma solo il controllo video convince l’arbitro a concedere il penalty non chiarissimo. Stavolta Matosevic non fa il miracolo e Malotti segna al 42’.

Ripresa con sveglia

Per cambiare l’inerzia serve una mossa. Marino abbandona il centrocampo a 5, mette dietro Silvestri e Moretti arretrando gli esterni per far posto davanti al nuovo arrivato Faggioli in tandem con Vertainen e con a sostegno il talento di D’Urso. L’Unione cquista profondità di manovra ma si espone alle scorribande avversarie. Prima ci pensa Matosevic a respingere, poi Tonetto con un tackle in extremis e infine il portiere compie un prodigio di piede al 17’ su Caccavo. E’ il momento chiave sventato il possibile 2-0.

Pari e sorpasso

Corner di D’Urso, mischiona in area e sulla respinta del portiere Moretti mette la palla nel sacco (20’). Marino stavolta ha i cambi e può inserire anche D’Amore e un Kiyine stranamente volonteroso. Il Lumezzane comincia a vacillare davanti alla crescita soprattutto di Ionita e alla generosità di Faggioli. Proprio Ionita al 28 pesca Anzolin, cross perfetto e lo è altrettanto l’incornata di Vertainen nell’angolino. Il finlandese ha feeling con questo campo (in gol anche la scorsa stagione). Il Lume ci prova ma si spegne e anzi Faggioli manca di un soffio il tris nel recupero.

Il successo esterno (con il solito gruppetto di triestini a testimoniare il dissenso verso il club) farà senz’altro bene a una squadra che, nonostante i limiti, finora ha giocato alla pari e anche più con gli avversari. Ora può attendere con serenità la nuova penalità. La squadra il suo l’ha fatto. Ora toccherebbe agli altri.

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