Vona: «Vogliamo riportare in alto la Triestina calcio»
L’entusiasmo del difensore centrale: «Voglio bissare la promozione con la Folgore Caratese. Il Rocco? Spero di giocarci presto, è davvero bellissimo»

Difensore centrale, classe 1996, Edoardo Vona nella sua carriera ha alternato Serie C e D (anche nella scorsa stagione divisa fra Pontedera e Folgore Caratese), dimostrando la qualità per stare in Lega Pro e accumulando esperienza anche nella categoria che ha appena vinto (con la Folgore Caratese) e che andrà ad affrontare ora con la Triestina.
Vona, cosa l’ha convinta a venire a Trieste nonostante la situazione sia stata un po’ incerta fino a qualche tempo fa?
«Sicuramente la presenza del ds Delli Carri e del mister Fontana, che sono delle garanzie. Poi una piazza come Trieste non ha bisogno di presentazioni, per me è entusiasmante essere qui, un vero privilegio. È una fortuna che quando capita la devi cogliere».
Con il tecnico Fontana ha già giocato con Imolese e Latina e pertanto lo conosce bene: che tipo di allenatore è?
«Quando eravamo insieme a Latina dicevo sempre che era un tecnico sprecato per la Serie C. Figuriamoci adesso in D. È un allenatore preparato, esigente, vuole sempre il massimo. È meticoloso e maniacale e ha una grande passione per il lavoro».
Che tipo di gioco bisogna aspettarsi da lui?
«Sicuramente un gioco propositivo. Sarà una Triestina che imporrà la propria idea e cercherà in ogni gara di dominare il gioco».
Come si descrive come difensore centrale?
«Penso di essere un difensore di impostazione e che fa valere il fisico. Difetti? Forse la velocità, non sono esattamente un centometrista».
Nella sua carriera ha sempre alternato Serie C e D: quali sono le differenze principali tra le due categorie?
«Forse in C ci sono meno tempi di gioco, mentre in Serie D hai più tempo di pensare. Ma è proprio questo che vorremmo cercare di limitare alle squadre avversarie».
Ha appena vinto il campionato con la Folgore Caratese: cosa serve per vincere in questa categoria?
«A Carate è stata un’esperienza molto positiva. Abbiamo dominato e vinto il campionato con quattro giornate di anticipo nonostante ci fossero squadre blasonate come Chievo e Milan Under 23. I motivi del successo? Siamo stati molto bravi e affamati. Non siamo magari stati i più forti, ma siamo la squadra che ha avuto davvero più fame di vincere. E questo è quello che fa la differenza».
Una vittoria che vorrebbe subito bissare a Trieste?
«Assolutamente sì. Una volta che giochi a Trieste non puoi non giocare per vincere, è un obbligo. E cercheremo sicuramente di farlo con entusiasmo perché vincere è bello. E perché la gente di Trieste merita soddisfazioni dopo anni di delusioni. Quello che posso garantirvi è professionalità e serietà in quello che faremo. Sicuramente saremo i primi che vogliono riportare la Triestina dove merita».
Se si risolverà la questione stadio, che effetto farà giocare al Rocco?
«Al raduno ci siamo trovati lì ed è davvero bellissimo. Mi ricordo quando ci fu la partita con la Juventus con il bel pallonetto di Dybala: vidi la gara con mio padre e mi dissi che il mio sogno era di giocare proprio in questo stadio. A distanza di sette anni mi trovo qui ed è una cosa bellissima».
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