Vona: «Vogliamo riportare in alto la Triestina calcio»

L’entusiasmo del difensore centrale: «Voglio bissare la promozione con la Folgore Caratese. Il Rocco? Spero di giocarci presto, è davvero bellissimo»

Antonello Rodio
Edoardo Vona durante un allenamento allo Zaccaria di Muggia Foto Quarantotto
Edoardo Vona durante un allenamento allo Zaccaria di Muggia Foto Quarantotto

Difensore centrale, classe 1996, Edoardo Vona nella sua carriera ha alternato Serie C e D (anche nella scorsa stagione divisa fra Pontedera e Folgore Caratese), dimostrando la qualità per stare in Lega Pro e accumulando esperienza anche nella categoria che ha appena vinto (con la Folgore Caratese) e che andrà ad affrontare ora con la Triestina.

Vona, cosa l’ha convinta a venire a Trieste nonostante la situazione sia stata un po’ incerta fino a qualche tempo fa?

«Sicuramente la presenza del ds Delli Carri e del mister Fontana, che sono delle garanzie. Poi una piazza come Trieste non ha bisogno di presentazioni, per me è entusiasmante essere qui, un vero privilegio. È una fortuna che quando capita la devi cogliere».

Con il tecnico Fontana ha già giocato con Imolese e Latina e pertanto lo conosce bene: che tipo di allenatore è?

«Quando eravamo insieme a Latina dicevo sempre che era un tecnico sprecato per la Serie C. Figuriamoci adesso in D. È un allenatore preparato, esigente, vuole sempre il massimo. È meticoloso e maniacale e ha una grande passione per il lavoro».

Che tipo di gioco bisogna aspettarsi da lui?

«Sicuramente un gioco propositivo. Sarà una Triestina che imporrà la propria idea e cercherà in ogni gara di dominare il gioco».

Come si descrive come difensore centrale?

«Penso di essere un difensore di impostazione e che fa valere il fisico. Difetti? Forse la velocità, non sono esattamente un centometrista».

Nella sua carriera ha sempre alternato Serie C e D: quali sono le differenze principali tra le due categorie?

«Forse in C ci sono meno tempi di gioco, mentre in Serie D hai più tempo di pensare. Ma è proprio questo che vorremmo cercare di limitare alle squadre avversarie».

Ha appena vinto il campionato con la Folgore Caratese: cosa serve per vincere in questa categoria?

«A Carate è stata un’esperienza molto positiva. Abbiamo dominato e vinto il campionato con quattro giornate di anticipo nonostante ci fossero squadre blasonate come Chievo e Milan Under 23. I motivi del successo? Siamo stati molto bravi e affamati. Non siamo magari stati i più forti, ma siamo la squadra che ha avuto davvero più fame di vincere. E questo è quello che fa la differenza».

Una vittoria che vorrebbe subito bissare a Trieste?

«Assolutamente sì. Una volta che giochi a Trieste non puoi non giocare per vincere, è un obbligo. E cercheremo sicuramente di farlo con entusiasmo perché vincere è bello. E perché la gente di Trieste merita soddisfazioni dopo anni di delusioni. Quello che posso garantirvi è professionalità e serietà in quello che faremo. Sicuramente saremo i primi che vogliono riportare la Triestina dove merita».

Se si risolverà la questione stadio, che effetto farà giocare al Rocco?

«Al raduno ci siamo trovati lì ed è davvero bellissimo. Mi ricordo quando ci fu la partita con la Juventus con il bel pallonetto di Dybala: vidi la gara con mio padre e mi dissi che il mio sogno era di giocare proprio in questo stadio. A distanza di sette anni mi trovo qui ed è una cosa bellissima».

 

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