La sfida di Boniciolli. Va in Kazakistan a far grande il basket

Sarà l’head coach dell’Astana Tigers che ancora non c’è, ma è già stata ammessa per il 2011/2012 alla Nba dell’Est

TRIESTE. Nell’uovo di Pasqua Matteo Boniciolli ha trovato un bell’ingaggio fresco di giornata. Nella sua perenne ricerca di nuove sfide da affrontare, un po’ per celia e un po’ per non morire, il coach triestino ne ha appena accettata una che per un tipo come lui era proprio irrinunciabile: andrà in Kazakistan a fare il domatore di tigri. Sabato scorso ha infatti firmato il contratto da capo allenatore che lo legherà per il prossimo anno (con l’opzione per quello seguente) all’Astana Tigers, la squadra di basket della capitale kazaka.

L’ammontare dell’ingaggio è ovviamente top secret, ma è facile immaginare che è stato molto convincente per indurlo a un’impresa del genere. Prima ancora del portafogli, però, è stato il progetto a farlo vibrare sottopelle: costruire ex novo e far crescere una squadra che al momento ancora non c’è, ma che è già stata ammessa per il prossimo anno alla VTB, la lega nata nel 2008 e in continua espansione (8 squadre al debutto, 12 l’anno scorso e il prossimo anno diventerà di 16) che si sta configurando come una sorta di Nba per i Paesi dell’ex blocco comunista (ma l’anno prossimo verrà ammessa anche la Finlandia). Una squadra che giocherà contemporaneamente nel campionato kazako e nella VTB, appunto.

Alle spalle Boniciolli e le sue Tigri avranno gli stessi finanziatori che hanno fatto grande la Astana Pro Team, la squadra di ciclismo che con Alberto Contador in 3 anni ha vinto Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta. E come per il team ciclistico, anche questa del basket è un’operazione di marketing territoriale: Astana è una metropoli, come Dubai e Brasilia, per capirci, progettata a tavolino e fondata dal nulla nel 1997 in piena steppa proprio per essere la capitale del Kazakistan e fare da centro direzionale di un’economia in espansione basata su petrolio, diamanti e commercio dell’uranio.

Con un obiettivo del genere, gli investitori anche sul basket punteranno forte. A Boniciolli e al general manager Valery Tikhonenko, leggenda del basket euroasiatico, verrà affidato un budget milionario per costruire una grande squadra in grado di competere subito con Cska Mosca, Khimky, Spartak San Pietroburgo, Zalgiris.

Attenendosi alla regola del fifty-fifty (6 giocatori della squadra che c’è già in città e ha giocato finora nella sola lega locale e 6 stranieri) Boniciolli avrà carta bianca per formare il roster e scegliersi i collaboratori tecnici.

Giovedì il coach volerà ad Astana per essere ufficialmente presentato alla stampa, poi inizierà insieme a Tikhonenho un primo screening dei cestisti locali, al ritorno in Italia (la prossima settimana) si metterà al lavoro per scegliere giocatori e collaboratori e convincerli a seguirlo in questa nuova, stimolante avventura il cui avvio ufficiale sarà datato agosto, quan do inizierà il campionato.

È un addio al progetto-pallacanestro di Trieste? È tutto da capire. Il contratto di Boniciolli come consulente operativo della Pallacanestro Trieste 2004 è in scadenza, a metà maggio è in programma un incontro fra le parti per discutere del futuro. L’intenzione della società era in partenza di continuare con lui solo per la parte progettuale, proprio per lasciarlo libero di continuare a fare la sua professione principale, ingaggiando poi un Gm operativo. Matteo, da parte sua, per tanti motivi continuerebbe volentieri a sviluppare il progetto che lui stesso ha disegnato e avviato. Ma a questo punto si tratta di valutare le rispettive esigenze per capire se esistono i presupposti per continuare insieme.

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